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Omicidio a Genova, Alessia Mendes: "L'ho disarmato e mi sono difesa"

Dopo l'ennesima lite violenta (e due denunce) Alessia Mendes, 39enne ballerina di lap dance, ha ucciso il marito, Alessio Rossi, 35enne disoccupato.  

Alessia Mendes aveva denunciato due volte le violenze subite dal marito, Alessio Rossi che per una era stato rimandato a giudizio. © Facebook@Alessia Mendes


Alessia Mendes è stremata: dopo tanto rumore, dopo anni di botte subite, di lividi, di denunce inascoltate ora che Alessio Rossi, suo marito, è morto sul pavimento di casa, il silenzio la schiaccia. L’ha ucciso lei, nel loro appartamento di via Pellegrini al Campasso di Sampierdarena a Genova, dopo l’ennesima lite violenta. Poi si è barricata in casa. “Aveva un coltello in mano, cosa dovevo fare? L’ho disarmato e mi sono difesa” ha farfugliato ai poliziotti accorsi sul posto con cui ha instaurato una lunga trattativa prima di aprire la porta. Poi, in Questura, ha raccontato le violenze di cui, dice, era vittima ormai quotidianamente.

Lui aveva 35 anni, era un meccanico disoccupato che “mi picchiava tutti i giorni, aveva trasformato la mia vita in un incubo. Uscivo di casa con gli occhiali da sole e le sciarpe anche in piena estate per coprire i lividi”, ha raccontato al pm Paola Crispo tra momenti di lucidità e crisi di pianto e singhiozzi. Perché Alessia non voleva arrivare a tanto: “Volevo bene a quel ragazzo, mi dispiace non era mia intenzione ucciderlo, ma volevo difendermi”.

Bionda, formosa, appariscente e sempre ben tenuta, Alessia - che stando al suo profilo Facebook aveva studiato Medicina all'Università di Genova - lo aveva già denunciato due volte, suo marito. E la giustizia lo aveva rimandato a giudizio per il primo episodio, mentre per il secondo le indagini erano in corso. Ma il tempo è tiranno e una sera d’estate lei ha perso la testa: “È tornato a casa ed era su di giri - ha spiegato -. Non so se avesse preso della droga, ha iniziato ad attaccarmi e ad offendermi, io ho reagito”.

I ricordi di quegli attimi sono confusi, affastellati: “Prima si è messo ad urlare, poi ha afferrato il coltello. Mi sono spaventata, ho capito che mi stava per uccidere. Dentro di me ho trovato una forza incredibile. Gli ho tolto l’arma di mano e l’ho colpito”. I vicini di casa un po’ se lo aspettavano, il tragico epilogo, abituati com’erano alle liti all’ordine del giorno. Ora in quell'appartamento regnerà il silenzio. Un silenzio di una morte annunciata.

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