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Paola Perego a Le Iene: “La Rai aveva approvato”. Viale Mazzini nega

La Rai replica e smentisce lo sfogo di Paola Perego ai microfoni de Le Iene. La bufera scoppiata per la puntata di Parliamone Sabato sulla minaccia delle donne dell'est, continua. 

 

“Non c’è il reato”, “non stanno cercando l’arma del delitto”, “hanno già emesso la sentenza”: intervistata da Le Iene, con la voce rotta dalla commozione, Paola Perego dà la sua versione dei fatti sulla puntata di Parliamone Sabato sulla minaccia delle donne dell'est che ha infiammato tutta la settimana. Di passare per “sessista” proprio non le va, lei che “ho anche 8mila miliardi di difetti, però io non sono quella persona che oggi è descritta sui giornali”, lei che "Mi sento messa in mezzo in una cosa molto più grande di me" e alla presidente della Camera che l’ha accusata di trattare le donne come animali domestici risponde: “Quando la signora Boldrini ancora non era in politica e faceva televisione, io già lottavo per i diritti delle donne”.

Soprattutto non le va di fare da capro espiatorio: “Gli argomenti in Rai vengono approvati prima di essere messi in onda dal capostruttura, dal direttore di rete” spiega prima di scagliare la sua pietra: “Prima l’approvano e poi si scusano? Ma di cosa? Ma di che stiamo parlando? Loro si sono dissociati da una cosa che avevano approvato e adesso fanno la figura di quelli che stanno salvando l’Italia da questo ‘mostro’ che è sessista, che porta in televisione queste cose”. C’è solo una spiegazione per lei: “sono dei codardi”. Anzi, forse ce n’è un’altra: “Forse è scomodo mio marito”, quel Lucio Presta manager di molti vip che ha sposato nel 2011 e che, secondo un retroscena de Il Messaggero, si sentirebbe colpito “perché amico di Matteo Renzi”.


Parliamone Sabato: la replica della Rai

Accuse pesanti a cui la Rai ha subito replicato: “Confermiamo totalmente quella che è stata finora la nostra linea. Inoltre è assolutamente falsa l’affermazione secondo cui il direttore di Rai1 Andrea Fabiano avesse autorizzato o fosse a conoscenza del contenuto che poi è andato in onda. Ribadiamo che era inaccettabile e non era servizio pubblico”.

Sia come sia Paola è “disorientata, spaventata”, incredula - “non riesco a capire bene cosa sia questa violenza contro di me” - e preoccupata "per tutte quelle persone che, fidandosi di me, mi hanno seguita in questo programma. Ora resteranno senza lavoro e avranno problemi a pagare l'affitto".

Perché sebbene ammetta che il servizio “può essere stata una pagina brutta, ma dal niente è partita un’eco mostruosa su una cosa che non c’è, non esiste” e, soprattutto, in tv è andato in onda molto di peggio - “gente che ha bestemmiato, hanno intervistato il figlio di Totò Riina facendogli l’altarino” - senza che saltasse nessuna testa. Per lei, che “L’ho rivisto tre volte quel pezzo: io ho difeso le donne come faccio sempre”, “È scoppiata la bomba, ma la bomba non c’è”.

L’unica cosa di cui chiede ammenda non la riguarda: “Mi vorrei scusare per la dichiarazione di Fabio Testi, ho chiesto di non invitarlo più” ma ormai non ci sarà più uno studio in cui discutere. E poi, a proposito della lista incriminata, prova a mettere una pezza: “Ha fatto casino perché è l'unica cosa che hanno visto, non hanno visto tutto il resto”, “bisognava seguire la discussione e cogliere il lato ironico della cosa. Forse però mi è venuta male perché non sono tanto ironica io".

Il documento intitolato « Paola Perego a Le Iene: “La Rai aveva approvato”. Viale Mazzini nega » dal sito Magazine delle donne (magazinedelledonne.it) è reso disponibile sotto i termini della licenza Creative Commons. È possibile copiare, modificare delle copie di questa pagina, nelle condizioni previste dalla licenza, finché questa nota appaia chiaramente.