Vino blu: Gik, l'invenzione spagnola alla conquista dei Millennials

Si chiama Gik e nonostante il colore blu, è un vino a base di uve rosse e bianche: creato da un gruppo di giovani spagnoli di La Rioja vuole conquistare i Millenials.

Grazie a due coloranti naturali, le antocianine e l'indaco, il vino "Gik" è blu. © Instagram@giklive

Avete presente il color vinaccia? Ecco, dimenticatelo (per un attimo) e “aprite le menti e ignorate tutti i pregiudizi”: il vino è blu. Non è uno scherzo, è Gik, il vino prodotto da un gruppo di spagnoli di La Rioja, giovani, carini e molto occupati. Sono viticoltori, programmatori, designer, musicisti e artisti che per conquistare i Millennials, in particolare inglesi (che, come ironizzano alcuni sommelier “non capiscono di vino”) hanno deciso di rivoluzionare il nettare di Bacco. Per lo meno il colore perché, a quanto pare, il sapore è quello del vino, dal momento che alla base c’è un mix di uve bianche e rosse, tra cui Syrah, Airén e Garnacha

Vino (blu): coloranti naturali

Il colore del cielo è merito di due coloranti naturali: le antocianine, (quelle della buccia dell’uva) e l’indaco. Il risultato è un liquido che, a detta di Forbes, “assomiglia a un prodotto per pulire la toilette”. Di tutt’altro avviso i creatori di Gik: “Un colore che significa tecnologia, fluidità e anche un pizzico di poesia. Bere Gik non è soltanto bere un vino blu: è sorseggiare innovazione, creatività, infrangere le regole e reinventare le tradizioni”.

Sia come sia, “per ideare questo prodotto - spiegano da La Rioja - sono stati necessari due anni di ricerca in stretta collaborazione con diversi istituti tecnologici legati al settore dell’alimentazione”. E sebbene le uve non siano né macerate né invecchiate in botte, “grazie alla varietà di uve utilizzate – ci tengono a sottolineare – riusciamo a ottenere un vino fresco e dolce al palato, senza zuccheri aggiunti, con l’11,5% di alcol in volume”. 

Enogastronomia: abbinamenti con il vino blu

Un nettare che si gusta fresco (la temperatura ideale è 8 gradi) e si sposa con salmone affumicato, sushi, o nachos con guacamole. Ma anche una carbonara, azzardano: “Ci piacerebbe entrare molto presto anche nel mercato italiano” azzardano, anche se per ora il Bel Paese (del vino) ancora è un sogno nel cassetto. Tanto più che ignorano (o forse dimenticano) che, proprio in Italia, i Fratelli Saraceni ci hanno già provato, con il loro Blumond, ovvero l’Italian Blu Sparkling Wine a base di uva di Prosecco e aromatizzanti alla pesca. Insomma, il blu dipinto di blu vi aspetta, da bere, non da cantare, s’intende.

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