Placenta bassa: cause, conseguenze e rischi

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La placenta previa (o bassa) riguarda il 5% delle gravidanze nel periodo iniziale ma può portare serie conseguenze se anziché modificarsi naturalmente al procedere della gestazione perdura nell’ultimo trimestre.


La placenta bassa (o previa) può essere marginale, laterale o centrale e richiede un monitoraggio medico.

 

La placenta bassa è una problematica che si presenta quando la placenta, anziché attaccarsi alla parete alta dell’utero, si posiziona in maniera anomala nella parte più bassa. Questa condizione, che in 5 gravidanze su 100 si presenta durante i primi periodi di gestazione, può modificarsi naturalmente al procedere delle settimane ma se permane anche nel terzo trimestre ha conseguenze – che possono essere anche gravi - sia per la mamma che per il feto. Ecco cosa c’è da sapere.

 

Placenta previa marginale (o laterale)

Ma non tutte le placente basse si posizionano nello stesso modo. Se, pur essendo previa, la placenta non ostruisce completamente l’orifizio del canale cervicale si parla infatti di placenta bassa marginale o laterale dove la prima è collocata a una distanza piuttosto ravvicinata rispetto al cosiddetto “canale del parto” (indicativamente meno di 3 centimetri) e la seconda è un po’ più lontana (più di 3 cm).  Questi due casi sono quelli meno problematici perché, non occludendo completamente l’orifizio, pur richiedendo un costante monitoraggio medico, possono ancora permettere un parto vaginale.

 

Placenta previa centrale (e bassa)

Diverso, invece, il caso della placenta previa centrale che – collocandosi appunto a metà – occlude completamente il punto d’inizio del canale cervicale e dunque impone che il parto avvenga con un cesareo programmato visto che il feto non riuscirebbe ad incanalarsi nel canale del parto con conseguenti rischi di sofferenza fetale. In questo caso, si dovrà necessariamente optare per un parto cesareo.

 

Sintomi della placenta previa

I sintomi della placenta bassa sono in primo luogo i sanguinamenti abbondanti e anomali che compaiono senza causare dolori particolari e sono caratterizzati da perdite di color rosso acceso. Solo una ecografia in gravidanza, però, potrà stabilire con certezza l’origine del disturbo ma, nel caso questi siano effettivamente legati alla placenta previa, il medico consiglierà un periodo di riposo durante il quale saranno banditi gli sforzi e i movimenti inconsulti. 

 

Placenta bassa e rapporti sessuali

Quando le donne in gravidanza si accorgono di soffrire di placenta previa il consiglio degli specialisti è quello di astenersi dai rapporti sessuali poiché questi – che rappresentano una sorta di attività fisica – potrebbero avere conseguenze sul benessere del bambino e della mamma (rendendo le perdite ancora più abbondanti). Oltre al sesso, poi, saranno da evitare gli sport, i viaggi (specialmente quelli che costringono a rimanere sedute a lungo) e, in generale, gli sforzi fisici.


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