Donna morta di parto: a Torino madre e figlia non ce la fanno

Angela Nesta, 39 anni, è la donna morta di parto insieme alla sua bambina all'ospedale Sant'Anna di Torino. La gravidanza non aveva dato problemi, le avvisaglie all'ultimo minuto: un'inchiesta della Procura di Torino accerterà eventuali responsabilità.

Angela Nesta insieme al suo compagno, Francesco: la donna è morta di parto insieme alla figlia, la notte tra il 26 e il 27 dicembre.


Si chiamava Angela Nesta, aveva 39 anni, è la donna morta di parto la notte tra sabato 26 e domenica 27 dicembre, insieme alla sua bambina. È successo all’ospedale Sant’anna di Torino, un’eccellenza nel settore, era l’1.30 quando la situazione è precipitata: la mamma è stata trasportata d’urgenza in sala parto, ha avuto un arresto cardiocircolatorio, la piccola è nata morta.  

È stato qualcosa di improvviso. Non c’era nulla che potesse preannunciare un esito così tragico” ha dichiarato Chiara Benedetto, direttrice del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale. “Fino al momento del malore — ha spiegato — il decorso clinico era stato assolutamente normale e non c’era nulla che potesse preannunciare un esito così tragico. Aspettiamo anche noi l’autopsia per capire che cosa sia successo” specificando che “in sala parto era presente un anestesista che ha tentato in ogni modo di defibrillare e rianimare la paziente, sfortunatamente senza risultati positivi”. 

Le avvisaglie sono arrivate tutte insieme, tutte all’ultimo minuto, o quasi: è il 21 dicembre quando Angela corre al pronto soccorso per la prima volta, ha le contrazioni, “una ogni 7-10 minuti” annota il medico di turno nel referto di dimissione. Angela e Francesco, il suo compagno, vivono vicino all’ospedale, si sentono sicuri. Ci ritornano il giorno dopo, per un controllo, e quello dopo ancora, il 23, quando la donna viene ricoverata: sta due giorni in reparto ma a parte “gli sbalzi di pressione tutto sembrava procedere senza problemi”, dice il primario. I medici spiegano ai familiari che il giorno di Santo Stefano le avrebbero indotto il parto ma non succede nulla. In tarda serata mandano a casa Francesco “se c’è bisogno la chiamiamo” gli dicono. Il suo cellulare squilla alle due di notte, gli dicono che la piccola non è sopravvissuta, lui corre e quando arriva scopre che nemmeno Angela è sopravvissuta, che la sua famiglia si è sgretolata.     

A questo punto, in attesa che l’inchiesta della procura della Repubblica di Torino faccia chiarezza su eventuali responsabilità, c’è spazio solo per il dolore, devastante, di chi è rimasto, di chi è sopravvissuto: “Me l’hanno uccisa: Angela era la mia unica figlia. Con lei hanno ammazzato anche la mia nipotina. Adesso voglio giustizia” ha detto Pietro Nesta, il padre della donna. Anche perché fino al giorno prima, la gravidanza “è stata bellissima, senza alcun problema. Non potevamo aspettarci un epilogo così tragico. Siamo distrutti”. E ancora: “L’ultima volta l’ho vista sabato pomeriggio — prosegue il padre —. Aveva un dolore all’addome. Pensavo fosse normale per il parto, che era previsto in giornata. Poi i medici ci hanno detto, prima a me e poi al suo compagno, di andare a casa. Da allora ho solo saputo che è morta con la bambina e nessuno mi ha dato uno straccio di spiegazione”. 

Copyright foto: Facebook@Angela Nesta
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