0
Grazie

Poche parole di ringraziamento saranno molto apprezzate.

Corpi nudi al cinema, quelli di Ferrario sono Sexxx

"Sexxx" il film di Davide Ferrario porta al cinema il balletto di Matteo Levaggi: una pellicola ipnotica dove i corpi nudi giocano con i movimenti del set. Madonna, di passaggio a Torino, se n'è fatta regalare una copia. 

"Sexxx": Davide Ferrario porta al cinema i corpi nudi del balletto di Matteo Levaggi in un film ipnotico.


Il sesso, i corpi nudi, il movimento sensuale che diventa una danza e rapisce i sensi. Eccoli gli ingredienti di Sexxx, il film di Davide Ferrario che porta al cinema il balletto di Matteo Levaggi. Una pellicola destinata a fare parlar di sé, tanto che ancora prima di uscire nelle sale ha già incuriosito Madonna, la Regina del pop che con il sesso e la danza ha costruito l’alchimia del suo successo. Destino ha voluto che la pellicola di Ferrario (in uscita prossimamente per la Nexo Digital) sia stata presentata al 33mo Torino Film Festival proprio nel giorno in cui Lady Ciccone si trovava sotto la Mole per il suo Rebel Heart Tour. Risultato: “Le faremo avere il film avere attraverso la sua agente” confessa con più di una punta d’orgoglio il coreografo da cui tutto ha avuto inizio, Matteo Levaggi.

E pensare che Sexxx, il film, è nato per caso. Confessa Ferrario: “Una sera, senza un’aspettativa precisa, sono andato alla Lavanderia a Vapore di Collegno, sede del Balletto Teatro di Torino diretto da Loredana Furno, e ho visto Sexxx. Non sono un appassionato di danza moderna, ma proprio per questo credo che la mia fascinazione quella sera sia stata sincera e convinta”. L’idea di portarlo al cinema gli entra in testa e non lo abbandona più: “Il mio cinema è sempre stato molto ispirato al movimento - spiega Ferrario - e sono rimasto colpito dal modo in cui Matteo Levaggi è riuscito ad ascrivere dei gesti molto espliciti legati alla sessualità e farli diventare gesti di danza, non negandone la natura, perché è sempre il contesto che crea il senso”

Detto fatto, trovata l’ispirazione non restava che procurarsi i mezzi e per quello Ferrario ha lanciato una campagna di crowdfunding. Il risultato è una pellicola ipnotica dove tre coppie di ballerini nudi (apparentemente, gli organi genitali sono disegnati su una calzamaglia) danzano l’intensità del desiderio e della sessualità. Il tutto in un dialogo con il set che Ferrario restituisce allo spettatore rivelando l'intensità intima e profonda degli attori-ballerini sul palcoscenico: “la macchina da presa - sottolinea Ferrario - è un altro elemento della coreografia, spesso aggiunge movimento a movimento”.     

Sul grande schermo "il balletto è il filo rosso che intreccia una serie di altre suggestioni che vanno dalla pittura classica, al mondo del porno fino al ragionamento finale sul corpo nudo degli anziani: una realtà che si vede poco volentieri ma che chiude il cerchio della riflessione visiva sul corpo, e che non avrei fatto se non ci fosse stato lo spettacolo di Matteo" ci tiene a precisare il regista.

C’è da dire che prima di incontrare Matteo, Ferrario - regista classe 1956, bergamasco di nascita ma torinese d’adozione - una certa dimestichezza con il genere già ce l’aveva: “Il linguaggio del corpo è uno dei temi che mi interessa filmare fin dai tempi dello “scandaloso” Guardami, la storia di un'attrice porno che fece grande scandalo". D'altra parte, continua: "Il nudo attrae da sempre gli artisti, pensiamo alle statue dell’epoca classica: una sequela di corpi nudi che non trasmettono mai prurigine". Per scoprire come Ferrario sia riuscito a “riprendere la danza come se raccontasse una storia utilizzando uno stile strettamente cinematografico” non resta che attendere. #StayTuned.

Copyright foto: Fabrizio Vacca
Il documento intitolato « Corpi nudi al cinema, quelli di Ferrario sono Sexxx » dal sito Magazine delle donne (magazinedelledonne.it) è reso disponibile sotto i termini della licenza Creative Commons. È possibile copiare, modificare delle copie di questa pagina, nelle condizioni previste dalla licenza, finché questa nota appaia chiaramente.