Figli? Meglio felici che ricchi (e stressati)

Simon Kuper dal Financial Times apre il dibattito sulla felicità dei figli e si schiera contro le “Mamme Tigri”: lasciate che i vostri figli siano felici, non dipende tutto dal reddito.

Simon Kuper sul "Financial Times" attacca la filosofia della "Mamma Tigre" e avverte: meglio che i figli siano felici piuttosto che ricchi e stressati.

"I miei figli? Non voglio che diventino parte dell'1 per cento più ricco della popolazione”. Fa discutere l’editoriale di Simon Kuper che, sul Financial Times, scatena il dibattito chiedendosi se è più importante la vita o la carriera e rispondendosi che, tra le due, vince sicuramente la prima. Non si tratta, a dispetto di quel che può sembrare a prima vista, di una riflessione un po’ banale a base di sani principi, buon senso e altrettanto buoni sentimenti, ma piuttosto di un attacco basato su dati scientifici all’idea (dominante) che la qualità della vita vada necessariamente a braccetto con gli zeri del reddito annuo. 

Non è così, almeno guardando ai dati della Gran Bretagna dove, si scopre, il mestiere che regala più soddisfazione è quello del sacerdote seguito dal professore di ginnastica. Due professioni che, certamente, non assicurano una vita da nababbi ma che, al contrario di quanto si possa immaginare, garantiscono soddisfazioni che con il denaro hanno poco o niente a che fare (e sono ben più profonde). 

E in un’intervista a Repubblica Kuper spiega il perché. “Dall’India agli Stati Uniti, passando per l'Europa, i genitori di oggi sono ossessionati dall'esigenza di assicurare ai figli un lavoro altamente remunerativo – esordisce - che sia il medico, l'avvocato, il banchiere, e per riuscirci cercano di programmarli come automi fin da bambini". Peccato, però, che questa non sia quasi mai una garanzia di felicità. “Psicologi, sondaggi e buon senso – spiega infatti il columist -  indicano che non è necessariamente la strada giusta per farne degli adulti realizzati e contenti”. 

Al bando, quindi, la filosofia delle mamme tigri e via libera al parere del papà-gattino. “Se fai una professione di successo – continua - lavori più di qualunque altro lavoratore, in un ambiente ultra competitivo, in cui sei spinto a raggiungere target sempre più alti. Ma il problema in realtà riguarda tutti: anche chi appartiene alla classe media occidentale spesso desidera che i figli facciano carriera a tutti i costi e nei paesi emergenti come Cina e India questo sentimento accomuna anche le classi medio basse”. 

Il risultato? “Trasformare i figli in automi - replica lapidario lui sulle colonne del quotidiano – togliendo loro estro e serenità e costringendoli a competere per il massimo dei voti fin da piccoli sentendosi dei falliti se qualcuno li supera”. Come fare dunque? Limitando le aspettative e assicurando il libero arbitrio, parrebbe di capire. “La miseria non rende felice nessuno – conclude infatti Kuper -, ma una diversa scelta di vita forse sì. Dopo un’inchiesta a Reggio Emilia mi è parso di avere incontrato più persone soddisfatte in una città di provincia italiana che in quelle che fanno la 'rat race', la corsa dei topi, come si dice nel gergo della finanza, fra banchieri e avvocati di Londra e New York”. 

Mamme iper competitive e papà ultra esigenti: messaggio ricevuto?

Copyright foto: Fotolia

Potrebbe anche interessarti
Il documento intitolato « Figli? Meglio felici che ricchi (e stressati) » dal sito Magazine delle donne (magazinedelledonne.it) è reso disponibile sotto i termini della licenza Creative Commons. È possibile copiare, modificare delle copie di questa pagina, nelle condizioni previste dalla licenza, finché questa nota appaia chiaramente.