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"Salviamo Cloe": la petizione per salvare il pastore belga

"Salviamo Cloe": la petizione per salvare il pastore belga che il 24 maggio scorso ha azzannato una bambina di 2 anni e mezzo, uccidendola, ha smosso il web. Il destino del cane che rischia di essere soppresso potrebbe cambiare. 

Lanciata su Change.org, la petizione per salvare Cloe ha già raggiunto 8mila firme da tutto il mondo.


La piccola Astrid aveva poco più di 2 anni quando è morta, lo scorso 24 maggio: stava giocando con la cuginetta, davano da mangiare a Cloe, un pastore belga addestrato. Il morso l’ha stritolata alla gola, letale, improvviso. Ora la prossima vittima potrebbe essere Cloe, quel cane a pelo nero colpevole di essersi comportato come gli suggerisce la sua natura, che rischia di essere soppresso perché considerato pericoloso, come se quel morso l’avesse dato per uccidere una vita innocente e non per difendere il suo pasto. Come se l'avesse fatto con cognizione di causa, insomma.

Ma grazie a Cloe è innocente - Salviamola!, l’appello lanciato da Jennyfer Ayshe Namid alla Procura di Pordenone (l’incidente è avvenuto a a San Martino al Tagliamento) attraverso la piattaforma Change.org che ha smosso migliaia di persone ed è rimbalzato sui social, il destino di Cloe potrebbe cambiare. "Il suo abbattimento rappresenterebbe un ulteriore sacrificio di una creatura innocente e inconsapevole", scrive la petizione che deve raggiungere quota 10 mila firme. Per ogni firma (8 mila al momento, da tutto il mondo) una motivazione: “Perché non possono rimetterci ogni volta gli animali per la negligenza dell'uomo” scrive Elena Muraro. Perché “i cani non sono babysitters; se volete il cane che non morde, compratevi un peluche - scrive Antonella Gallinori, medico veterinario del Rifugio e master medicina comportamentale dell'Università di Pisa - Il morso, è una risposta che il cane decide di mettere in atto in una situazione da cui vuol sottrarsi o da cui ha bisogno di ottenere una risorsa, come può essere ad esempio il cibo”. Perché “è ora di finirla nel dare la colpa ad altri! Si chiama Responsabilità. Punto e basta” scrive Simone De Luca.

Parole diverse ma un’unica convinzione: alla morte di Astrid, terribile, non va aggiunta altra morte perché "un errore umano non si ripercuote su un animale senza colpa". Piuttosto vanno presi provvedimenti nei confronti di quegli adulti che hanno lasciato due bambine da sole con due cani addestrati. Gli unici che, capaci di intendere e volere, potevano e dovevano, prevedere le conseguenze. 

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