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Antidepressivi: effetti collaterali

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Gli antidepressivi sono dei medicinali prescritti da un medico in caso si voglia trattare e alleviare stati di sindrome depressiva.


Farmaci antidepressivi

Tra i vari farmaci antidepressivi si distinguono cinque classi: quelli contenenti imipramina, inibitori selettivi della ricattura della serotonina (SSRI), inibitori di ricattura della serotonina e della noradrenalina (NDRI), inibitori della monoaminossidasi (IMAO), altri tipi di antidepressivi con meccanismo farmacologico differente.

Indicazioni

I farmaci antidepressivi sono indicati in casi di episodi depressivi maggiori, a seguito di un trattamento di mantenimento per quel disturbo depressivo maggiore unipolare in soggetti con almeno tre episodi di depressione maggiore negl’ultimi anni, se questi sono stati riconciliati e/o se persistono sintomi residui vitali gravi e dove vi è associata una storia familiare di depressione. Per sintomi e manifestazioni di sindrome depressiva non maggiore, quindi episodi leggeri, problemi d’ansia e fobie semplici gli antidepressivi non sono raccomandabili.

Disturbi depressivi

Per episodi depressivi d’intensità moderata o severa gli inibitori SSRI e NDRI sono prescritti in prima intenzione. Per gli episodi con caratteristiche psicotiche, vengono dati al paziente antidepressivi associati a antipsicotici. Si definisce episodio depressivo maggiore quando questo corrisponde ai criteri di classificazione internazionale. Molte sono le forme che caratterizzano un episodio depressivo maggiore suddivise in base all’intensità: leggera: presenta cinque sintomi depressivi, alterazione bassa del funzionamento sociale o professionale, alcun funzionamento ma a costo di un grande sforzo. Episodi di moderati e episodi severi che presentano 8 o nove sintomi depressivi e alterazione netta del funzionamento. In questo ramo di classificazione di episodi depressivi troviamo anche varie forme che delineano caratteristiche di melanconia o delirio.

Problemi d’ansia

I disturbi d’ansia sono caratterizzati da sintomi ansiogeni che definiscono in base al nome, all’intensità, alla durata dei sintomi e alla sofferenza emozionale che ha un notevole impatto sulla vita del paziente peculiarità insite a questo problema. Tra i disturbi d’ansia più rilevanti ricordiamo i disturbi ossessivo compulsivi, attacchi di panico, fobie semplici o specifiche (agorafobia, fobia sociale, aracnofobia, ecc.), i problemi d’ansia generalizzata e lo stress post traumatico. Gli antidepressivi SSRI sono prescritti per i disturbi ossessivo compulsivi in prima intenzione, per fobie e disturbi di ansia sociale, vengono preferiti paroxetina, escitalopram e venlafaxina, usati anche per disturbi d’ansia generalizzata (ai quali si accompagna un regime dietetico sano), per i disturbi post traumatici, la sola soluzione e la paroxetina.

Trattamento

I medicinali antidepressivi sono immediatamente prescritti con dosaggi piuttosto forti, ma efficaci. Il tempo d’azione varia dalle due alle quattro settimane e possono essere prescritti, in associazione, degli ansiolitici all'inizio del trattamento. Indispensabile rispettare le dosi consigliate dal medico e di continuare il trattamento anche dopo sei mesi dall’arresto delle manifestazioni, per evitare recidive.

Effetti collaterali

Su alcuni pazienti questi farmaci possono produrre effetti collaterali, temporanei di lieve e media intensità: nausea, agitazione, insonnia, emicrania, nervosismo, disturbi a livello sessuale, sonnolenza, costipazione, secchezza delle fauci, ecc. In questi casi è molto importante chiedere il consulto del medico specialista da cui si è in cura, in modo da valutare la situazione e trovare una soluzione.