Robert De Niro

Giulia Vola

Data di nascita: 17/09/1943

Luogo di nascita: New York

Paese: Italia 

Segno zodiacale: Leone

Robert De Niro.

Nelle vene di Robert De Niro, nato il 17 agosto 1943 nel Greenwich Village di New York, scorre sangue misto e molta arte. Suo padre, Robert De Niro Sr., era un artista di origini italiane (Campobasso), sua madre Virginia Admiral, una pittrice e poetessa di origini (non solo) irlandesi. Robert aveva 2 anni quando i genitori divorziarono: quella data coincide con l’inizio della sua vita a Little Italy, il quartiere che lo influenzerà professionalmente, lo riavvicinerà alle sue radici e gli permetterà di conoscere Martin Scorsese, il regista che lo dirigerà in ben 8 pellicole tributandogli alcuni dei suoi più grandi successi.

La passione per la recitazione emerge fin dall’adolescenza, il debutto al cinema è nel 1965, con la pellicola Encounter e, subito dopo, con Tre camere a Manhattan, diretto da Marcel Carné, regista che lo dirigerà anche in I giovani lupi, tre anni più tardi.

Il 1968 è anche l’anno del debutto sul set di Brian De Palma con Ciao America!. L’esperimento funziona e l’anno dopo è la volta di Oggi sposi, quello dopo ancora di Hi, Mom!, e il 1974 de Il padrino - Parte II il film che nel 1975, a soli 31 anni, gli aggiudica l’Oscar come Miglior attore non protagonista.

Nel frattempo, De Niro inizia a lavorare con Martin Scorsese: a Mean Streets (1973), segue Taxi Driver (1976), per cui riceve una nomination come Miglior attore e, pur non aggiudicandosi la statuetta, il suo Travis Bickle, alienato veterano del Vietnam, resterà memorabile. Nello stesso anno De Niro è sul set di Bernardo Bertolucci con  Novecento e su quello di Elia Kazan con Gli ultimi fuochi. Nel 1977 è di nuovo diretto da Martin Scorsese, nel musical New York, New York che, però, non riscuote il successo sperato.

Nel 1978 è sul set de Il Cacciatore di Michael Cimino, il film che gli vale una candidatura come Miglior attore protagonista ma, pur aggiudicandosi 5 premi, non gli assegna la statuetta. Il meritato riconoscimento arriva nel 1981: Toro Scatenato, la biografia di Jake La Motta, il pugile italoamericano - per cui De Niro ingrasserà di 30 chili - firmata ancora da Martin Scorsese - e candidata a 8 nomination - gli aggiudica l’Oscar come Miglior attore e un Golden Globe.

Dopo una parentesi di film meno fortunati diretti da Ulu Grosbard - L'assoluzione (1981), al fianco di Robert Duvall e Innamorarsi (1984) insieme a Meryl Streep - , nel 1984 De Niro è l’indimenticabile David "Noodles" Aaronson di C'era una volta in America, il kolossal di Sergio Leone; tre anni dopo è l’Al Capone di “sei solo chiacchiere e distintivo” de Gli intoccabili (ancora diretto da De Palma), al fianco di Sean Connery, Andy Garcia e Kevin Costner.

Arrivano gli anni Novanta e De Niro ritorna sul set di Martin Scorsese, ancora nei panni di un gangster in Quei bravi ragazzi insieme di Joe Pesci (premio Oscar come miglior attore non protagonista) e Ray Liotta. È il 1990 e De Niro è anche il co-protagonista, al fianco di Robin Williams, di Risvegli diretto da Penny Marshall, interpretazione che gli vale la sua quinta candidatura agli Oscar. Destino che si ripete l’anno successivo quando, al suo settimo film diretto da Scorsese, De Niro è Max Cady, lo psicopatico di Cape Fear - Il promontorio della paura. L’ultimo film con Scorsese è Casinò (1995), dove interpreta Sam "Asso" Rothstein, un giocatore professionista, ed è un successo al botteghino.

Nel frattempo, nel 1993 De Niro debutta alla regia con Bronx dove si autodirige al fianco di Chazz Palminteri: esperimento che ripeterà nel 2006 in The Good Shepherd - L'ombra del potere ritagliandosi però una piccola parte nella pellicola che ha per protagonisti Angelina Jolie e Matt Damon.

Chiude il secolo scorso con interpretazioni più o meno memorabili - da Heat - La sfida (al fianco di Al Pacino) a The Fan - Il mito, fino a Cop Land, Jackie Brown e Ronin - e facendosi tentare dalle spassose commedie Terapia e pallottole (1999) e Un boss sotto stress (2002) dove veste i panni di un comico gangster e, di nuovo, sbanca il botteghino.

L’esperienza lo convince ad alternare ruoli impegnati a parti più divertenti. Ci sono (anche) l’esilarante trilogia di Ti presento i miei (2000), Mi presenti i tuoi? (2004) e Vi presento i nostri (2010), al fianco di Ben Stiller e la commedia di Giovanni Veronesi, Manuale d'amore 3 dove recita in italiano e ci sono i più impegnati 15 minuti - Follia omicida a New York (2001) e The Score (2001). In generale, però, le commedie prevarranno e bisogna attendere il 2012 e Il lato positivo - Silver Linings Playbook, il film di David O. Russell per ritrovare lo spessore dell’artista che, per il ruolo verrà candidato agli Oscar come Miglior attore non protagonista. Sempre O. Russell lo dirige in American Hustle - L'apparenza inganna (2013) e Joy, (2015).

Tra un set e l’altro De Niro trova anche il tempo di fondare il TriBeCa Film Festival di New York - voluto dopo l’11 settembre, per riqualificare la zona di Manhattan in cui vive che dopo gli attentati aveva perso vitalità - e per fare sei figli con tre donne diverse: Diahnne Abbott, sua moglie dal 1976 al 1988, Toukie Smith, con la quale ha avuto due gemelli da madre surrogata e Grace Hightower che, di nuovo, gli dà un figlio naturale e uno tramite madre surrogata.


Copyright foto: Kika Press         

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