Lupus e gravidanza: cosa fare

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Per la maggior parte delle donne colpite da lupus, è possibile portare a termine una gravidanza in modo del tutto normale, a patto che si rispetti un monitoraggio medico regolare e rigoroso.



Attività della malattia in gravidanza

Il lupus, o lupus eritematoso sistemico (LES) è una patologia cronica autoimmune che colpisce di frequente le donne in età fertile. I suoi sintomi sono variabili a seconda dell’individuo e, in alcuni casi, può arrivare a colpire gli organi interni. Il lupus evolve in fasi con picchi sintomatologici alternate a fasi di remissione. Se una donna presenta il lupus in gravidanza, quest'ultima è considerata a rischio, anche se le condizioni non sono sistemiche. I principali rischi inerenti questa condizione della gestante si ripercuotono sul bambino: parto prematuro, ritardo nella crescita, pre-eclampsia, ipertensione arteriosa e lupus neonatale.

Donna affetta da lupus

Nella maggior parte dei casi, una donna affetta da lupus può avere un bambino, a condizione che la gravidanza si svolga in un periodo di remissione della malattia autoimmune. Quando il lupus è in fase critica, i rischi di eventuali complicazioni sono importanti. Ciò risulta trovare conferma nell’aumento degli estrogeni secreti in alta quantità durante la gravidanza, i quali hanno una tendenza ad acuire i sintomi della malattia. Le donne che hanno un progetto di fare un bambino sono invitate a consultare il medico al fine di monitorare il loro lupus e programmare al momento giusto la gravidanza.

Trattamento e monitoraggio per pazienti affetti da LES

Il trattamento del lupus non deve essere totalmente modificato in gravidanza. Infatti, si raccomanda di non interrompere i farmaci quali idrossiclorochina, a ragione della sua azione preventiva e dell’assenza di effetti tossici, comprovati, sul feto. I cortisoni possono essere assunti in dosi ridotte durante la gestazione, a meno che il medico non decida il contrario. Gli immunosoppressori sono controindicati nelle donne incinte, ma in linea generale, meglio sollecitare l’intervento di un medico specializzato della malattia del lupo, che evitare di interrompere tutti i farmaci senza parere specialistico.
Un monitoraggio rigoroso della gravidanza è richiesto in caso la donna sia affetta dalla patologia. Per tali casi consulti mensili e ecografie ricorrenti, anche ogni due settimane, possono risultare necessari per portare a termine una gravidanza normale.

Parto e donne con il lupus

Il parto è indotto per via vaginale dopo la 38esima settimana di amenorrea. Si può anche ricorrere al cesario, se necessario. Meglio se il parto viene predisposto in strutture specializzate nel trattare gravidanze a rischio. Una volta nato il bambino, la donna con il lupus, potrà allattare al seno normalmente, a meno che non vi siano controindicazioni da parte del medico.

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