Sacco durale: cos’è

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Il sacco durale è una membrana protettrice che si trova a rivestire il midollo spinale.


Cos’è il sacco durale

Il sacco durale è la parte di dura madre che riveste il midollo spinale. La dura madre è la più esterna delle membrane (meningi), che rivestono l’encefalo ed il midollo spinale. La sua parte esterna è adesa al cranio e allo speco vertebrale. Questa membrana ha una funzione essenzialmente protettiva.

Compressione del sacco durale

Il sacco durale è suscettibile di compressione in caso di restringimento (stenosi) del canale vertebrale, o di protrusione discale. Questa patologia si individua con la TAC e la risonanza magnetica. I sintomi sono di natura neurologica e derivano dalla compressione esercitata sulle radici dei nervi che escono dal midollo spinale. Si tratta di sintomi sensoriali, generalmente di dolori riferiti alla zona innervata dalla radice del nervo interessato (cervicalgia, brachialgia, toracoalgia, lombalgia).

Sacco durale e cervicale

La compressione del sacco durale a livello cervicale può determinare dolore e debolezza del o degli arti superiori, questa compressione è di solito esercitata da un’ernia del disco intervertebrale cervicale o da fenomeni artrosici a carico della colonna cervicale. Il livello più colpito (70%) è il C6-C7, seguito da C5-C6 (20%). La sintomatologia è caratterizzata da dolore al braccio e rigidità del collo, presenti soprattutto al mattino al risveglio. La compressione a livello C5-C6 può determinare una sintomatologia dolorosa molto simile all’infarto del miocardio. L’estensione della testa aumenta il dolore, che invece si alleggerisce se si sollevano le braccia portandole dietro la testa. La terapia prevede l’immobilizzazione del collo con collare di Shantz e terapia fisica con trazioni o ionoforesi o laser-terapia. Nei periodi di crisi dolorose utile l’uso di FANS. Solo nei casi non risolvibili con terapie conservative si ricorre all’intervento chirurgico.

FOTO:©nerthuz/123RF

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