Cardiopatia ischemica: sintomi, diagnosi e cura

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La cardiopatia ischemica è una patologa che colpisce le arterie coronarie caratterizzata da una quantità di sangue insufficiente trasportata fino al muscolo cardiaco (miocardio).


Definizione

La cardiopatia ischemica, chiamata anche malattia coronarica o insufficienza coronarica, corrisponde ad un apporto sanguigno insufficiente (ischemia) ce può condurre ad una necrosi (morte delle cellule) causante a sua volte un restringimento delle arterie coronariche. La patologia si manifesta con dolori toracici ed è spesso provocata dall’accumulo di grassi nelle arterie (ateroma). Frequente negli uomini, la cardiopatia ischemica può causare un’aritmia e dare origine a gravi complicazioni.

Cause

Le cause della cardiopatia ischemica possono essere diverse. Cattive abitudini, sedentarietà, tabagismo, alcolismo cronico, ipercolesterolemia, obesità e stress sono i principali fattori di rischio di cardiopatia ischemica derivata dall’accumulo di grassi nelle arterie. Il diabete e l’ipertensione arteriosa favoriscono l’insorgere della cardiopatia ischemica. Come accennato, vi è un’incidenza maggiore negli uomini rispetto le donne e l’età, assieme ad alcuni fattori genetici, ne aumentano il rischio.

Sintomi

Una forte stanchezza, affanno durante lo sforzo, aritmia e perdita della resistenza fisica possono essere sintomi di una cardiopatia ischemica. L’insufficienza coronarica si caratterizza anche con dolori al torace. Nel caso essa non vanga diagnosticata in maniera precoce o risulti non trattata, la cardiopatia ischemica può causare angina pectoris, sindrome coronarica acuta o infarto del miocardio. La morbidezza è significativa e il rischio di decesso è più alto negli uomini dai 65 agli 84anni, i quali possono presentare una morte improvvisa o un’insufficienza cardiaca acuta, cronica.

Diagnosi

Molti gli esami predisposti per confermare la diagnosi. Trattasi di esami invasivi e non tra i quali: coronarografia, angiografia, cateterismo cardiaco, ECG, ecocardiogramma transesofageo o ancora radiografia polmonare e analisi del sangue mirate a stabilire un bilancio lipidico e un bilancio emostatico. A complemento, è possibile che il paziente si sottoponga ad un test dello sforzo o ad un’ecografia dello sforzo e dello stress.

Prevenzione

Per alcuni pazienti, l'infarto del miocardio è il primo sintomo significativo della malattia. Un monitoraggio è dunque necessario per coloro che presentano fattori di rischio alti: tabagismo, alcoolismo, eccesso di colesterolo, ipertensione, sovrappeso, diabete e vita troppo sedentaria. A tal proposito si raccomanda di ridurre al minimo i comportamenti a rischio sopra elencati.

Cura

Il trattamento può essere medico o chirurgico: agenti antianginosi (nitrati, betabloccanti, calcio-antagonisti), chirurgia d’applicazione di un bypass o angioplastica.

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