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Cancro alla vescica: sintomi, diagnosi e cura

Il cancro alla vescia è tra i tipi di tumore più ricorrenti e colpisce in media soggetti sulla settantina, in generale uomini, nell’80% dei casi.

Definizione

Il cancro alla vescica è molto raro prima dei 40 anni, è 4 volte più frequente nell’uomo che nella donna e tra le sue cause principali il tabacco, fattore che si ritrova in circa 1/3 dei malati: alcune sostanze utilizzate nell’industria sono imputate di causarlo. Esso si sviluppa con il deterioramento della mucosa della vescica, e si distingue in due diversi tipi: superficiale, ossia limitato alla mucosa, e invasivo, che colpisce anche uno strato di tessuto più profondo della vescica, detta tonaca muscolare. Quest’ultimo risulta essere la forma più grave di cancro alla vescica, che richiede cure più pesanti.

Sintomi

I sintomi del cancro alla vescica sono i seguenti: presenza di sangue nelle urine (ematuria), molto frequente; disturbi correlati alla minzione con bisogni frequenti e urgenti di urinare; difficoltà ad urinare.

Diagnosi

Per diagnosticare un cancro alla vescica, il medico si baserà sugli antecedenti del paziente e sulle sue abitudini, il suo stile di vita, per ricercare una correlazione tra la malattia e un eventuale esposizione a prodotti chimici. Dopo un esame clinico, effettuato con strisce urinarie, esplorazione rettale o vaginale e palpazione addominale, o citologia urinaria su un campione di urine per permettere lo studio delle cellule presenti nelle urine. Un’endoscopia della vescica consente di visualizzare direttamente all’interno della vescica, così come esami radiologici quali: un’ecografia o un’urografia.

Sintomi d’allerta

Un’ematuria macroscopica rileva nell’80% dei casi un caso di cancro alla vescica. Il cancro può essere anche rivelato con manifestazioni sintomatiche d’irritazione della vescica, pollachiuria (frequenza ad urinare), minzione impetuosa, bruciore urinario e infiammazione urinarie ripetute, in particolar modo nei soggetti anziani.

Interrogatorio ed esame clinico

L’interrogatorio deve permettere di ricercare dei fattori di rischio, quali ad esempio il tabagismo, l’esposizione ad agenti chimici in un contesto professionale, antecedenti di radioterapia pelvica, somministrazione di alcune chemioterapie precedenti, schistosomiasi urinaria e tumore del tratto urinario superiore.

Esami

In prima intenzione, un’ecografia dell’apparato urinario delle vie sub pubiche è strettamente indicato; successivamente una citologia urinaria mira a ricercare la presenza di cellule tumorali. La cistoscopia è sistematica ed è effettuata in caso si sospetti un cancro alla vescica ed è realizzata sotto forma di anestesia locale, a livello dell’uretra senza ospedalizzazione, oppure in sala operatoria sotto anestesia generale o locoregionale. Questo esame precisa il numero, la topografia, la taglia e l’aspetto del tumore e della mucosa vescicale. La resezione transuretrale della vescica è un intervento chirurgico realizzato sotto anestesia che consente di determinare la diagnosi istologica e che rappresenta la prima fase del trattamento. Infine, l’anatomopatologia precisa lo stadio e il grado del tumore.

Cura

Nel contesto di un tumore superficiale, il trattamento per via endoscopica può essere praticato in associazione a dei prodotti che evitano le recidive nella vescica. Per i tumori più invasivi, come nella maggior parte dei tumori esistenti, è praticata la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia o la combinazione delle tre. La scelta del trattamento dipende dallo stadio del cancro e dalla sua localizzazione. Gli interventi chirurgici su questo tipo di cancro possono essere accompagnati dall’ablazione dell’utero, delle tube di Falloppio, delle ovaie o di una parte della vagina, nella donna; mentre l’ablazione della prostata nell’uomo.

Educazione terapeutica

L’educazione terapeutica ha l’obiettivo di accompagnare il paziente nell’acquisizione di competente di auto medicazione e di adattamento che gli possano permette di acquisire al meglio le complicazioni. Essa sviluppa delle competenze che consentono al paziente di comprendere la sua malattia, i trattamenti e gli effetti indesiderati; prendere parte alla pianificazione del monitoraggio della stessa, dopo le dovute cure; meglio vivere i cambiamenti del suo stile di vita; prendersi cura della stoma dopo una cistectomia; comprendere il funzionamento della sua nuova vescica e far partecipare il suo entourage nella gestione della malattia.

Trattamento tumori non muscolo invasivi

In questi casi viene praticata una resezione transuretrale della vescica; instillazioni intravescicali, mitomicina C (chemioterapia) e BCG (immunoterapia).

Trattamento dei tumori muscolo invasivi non metastatici

Per questo tipo di tumori viene praticata una chirurgia, cistectomia totale realizzata al massimo dopo 3 mesi dalla diagnosi, ossia un’ablazione della prostata e della vescica seminale nell’uomo o pelvectomia anteriore, con istectomia totale o uretroctomia nella donna. Una cistectomia può essere realizzata, ma questo avviene raramente e in alcuni casi specifici quali tumori intradiverticolari o tumore dell’uraco. Prevista anche chemioterapia.

Trattamento dei tumori metastatici

Viene raccomandato, dai maggiori organi che si occupano di sanità, di procedere con chemioterapia a base di cisplatina, a cui segue una valutazione tomo-densitometrica della reazione al trattamento nei due mesi successivi l’inizio della cura.

Prevenzione

Per prevenire il rischio di questo tipo di cancro è bene controllarsi ogni anno, praticando un esame delle urine, in caso si sia esposti a sostanze chimiche pericolose; mentre è indispensabile smettere di fumare, fattore di rischio molto alto per i soggetti donna.

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