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Sorelle Fendi: Paola, Franca, Carla, Alda e Anna

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Carla Fendi è morta a Roma dopo una lunga malattia: la regina delle pellicce era la quarta delle cinque sorelle Fendi e, dalla morte dell'amato marito avvenuta tre anni fa, non si era mai del tutto ripresa.
 

Le sorelle Fendi, Paola, Francesca, Carla, Alda e Anna presero il controllo della griffe dopo la morte prematura del padre.


Morta a Roma Carla Fendi: il mondo della moda piange la scomparsa della quarta delle sorelle della griffe della due F incrociate, nota nel settore come la regina delle pellicce.

Disciplinata e gentilissima, chi l'ha conosciuta la ricorda come una persona tenace e attenta, nonché - con le sue quattro sorelle - come il vero simbolo della griffe almeno da quando, nel 1960, dopo la morte del padre presero il comando della casa di moda. Ciascuna di loro si assunse un ruolo preciso: più artistica e creativa Paola, più pragmatica e commerciale Franca, responsabile acquisti, più media oriented Carla, responsabile dell'ufficio commerciale e dell'ufficio stampa, e poi Alda, responsabile dell'atelier e del laboratorio di pellicce e Anna, responsabile dell'ufficio progettazione e licenze.

"Mia madre era orfana di padre - raccontava Carla in un'intervista recente ricordando la genesi dell'impero - andò a Firenze da sua zia, ma chiese di poter lavorare, anche se all’epoca poche donne lo facevano. Non voleva essere mantenuta dai parenti. Avevano una pelletteria. È cominciato tutto così. Poi mamma si fidanzò con mio padre e tornò a Roma, dove aprirono la loro pelletteria, a cui aggiunsero una piccola guarnizione di pellicceria: il manicotto, il cappello, la sciarpetta. Si portavano molto".

Il resto è storia. Come da pronostici paterni il marchio divenne famoso in tutto il mondo e, quando le cinque sorelle presero il comando, ebbero l'intuizione di seguire il consiglio di un amico introducendo in azienda il visionario Karl Lagerfeld, destinato ad assumere un ruolo importantissimo nella realtà Fendi. Lui, negli anni Novanta, introdusse la mitica baguette e lui le accompagnò - e le sorresse - nel consolidamento di un universo che, spesso, si incrociò con il cinema (ultimo, ma non per ultimo, il ruolo del marchio ne Il Diavolo veste Prada ma anche gli "abiti di scena" disegnati per C'era una volta l'America ed Evita).

E proprio il mondo delle arti era la vera e propria passione di Carla che, infatti, dal 2007 si dedicava a tempo pieno alla cultura con la Fondazione che porta il suo nome. Un'impegno e una dedizione che le avevano portato tante soddisfazioni e che, oggi, il mondo culturale ricorda con le lacrime agli occhi.

Copyright foto: Kika Press

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