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Aviaria: sintomi e rischi per l’uomo

L’influenza aviaria è una patologia respiratoria molto contagiosa causata dal virus H1N1, un virus che si trasmette dagli uccelli, in particolar negli allevamenti di pollame destinati all’alimentazione umana, dove il rischio di contaminazione è elevato. Ecco i rischi per l’uomo e come prevenirla.


L’influenza aviaria è una malattia che colpisce gli uccelli, sia selvaggi che domestici. Ne esistono di diverse forme, classificate secondo la carta HxNx. Alcune forme di influenza aviaria sono trasmette all’uomo: H1N1 e H5N; mentre l’episodio di aviaria che ha colpito l’Europa duranti gli ultimi decessi è causata dal virus H5N8, altamente patogeno per gli uccelli.

Fattori di rischio

I bambini, le donne incinte e gli anziani che presentano malattie come asma o cancro, ad esempi, sono i più vulnerabili e possono presentare delle complicazioni piuttosto importanti, come complicazioni polmonari (infezione polmonare come pneumococco) a testimonianza della gravità della malattia.

Sintomi

Nel caso di influenza aviaria trasmissibile all’uomo, i sintomi d’allerta son febbre alta (sopra i 38°) e altri sintomi tipici dell’influenza, quali stanchezza, dolori muscolari, tosse, mal di gola. Coloro i quali hanno soggiornato in zone a rischio o sono venuti in contatto con uccelli contaminati e presentano questi sintomi, devono provvedere a cure d’urgenza.

Modalità di trasmissione

L’influenza aviaria appartenente al virus H5N8 avviene unicamente per via respiratoria e non può essere trasmessa all’uomo attraverso l’alimentazione. L’infleunza aviaria H5N8 non è dannosa per l’uomo. Nonostante l’epidemia recente e il livello di rischio elevato di contagio è sempre possibile mangiare del pollame.

Misure di prevenzione

La vaccinazione contro l’aviaria non consente di proteggersi dalle diverse forme esistenti. Se il virus H5N8 sembra essere senza rischio per l’uomo, misure importanti di precauzioni sono assunte dalle autorità sanitarie durante quei periodi definiti a “rischio elevato”, le quali prevedono: l’abbattimento di animali contaminati, il divieto di raduno per gruppi di animali vivi (al mercato), il divieto di vendita e di caccia di selvaggina; il contenimento e l’utilizzo di reti per evitare il contatto tra animali e uccelli selvatici. Il pollame eventualmente contaminato viene escluso dalla dieta. In generale, vige un estremo controllo per i focolai d’avaria, a causa dei rischi potenziali di eventuali mutazioni del virus che possono modificare la loro azione e la modalità di trasmissione.
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