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Video hot Pozzuoli, Davide Chello e (ancora) cyberbullismo 

Nuovo episodio di cyberbullismo a Pozzuoli: la protagonista è una 19enne. A contribuire all'eco del video hot un post di Davide Chello, un 21enne che ai suoi 5mila amici dice la sua. 

Il video hot della ragazza di Pozzuoli è rimbalzato prima su WhatsApp poi sui siti porno. © rido/123RF

Ci risiamo: la vicenda di Tiziana Cantone è già finita nel dimenticatoio. Siamo di nuovo in Campania ma questa volta a Pozzuoli e la protagonista del video hot diventato virale è una studentessa di 19 anni: dopo essere rimbalzata da un account all’altro attraverso WhatsApp, è finita su vari siti porno. Il problema è che mentre il suo volto (e quello del compagno) è chiaramente riconoscibile, a contribuire all’eco che (pare) abbia indotto la protagonista a non uscire più di casa, a marinare la scuola e ad atti di autolesionismo (ad affermarlo è una 16enne, la cui testimonianza è da accertare) è stato Davide Chello, un 21enne di Fuorigrotta che sulla sua bacheca (da 5mila amici) ha pensato bene di dire la sua. Salvo poi cancellare il post dopo 4 minuti. Troppo pochi per il diritto all’oblio virtuale: il radar di Selvaggia Lucarelli lo aveva già individuato e ora è sotto gli occhi di tutti e oggetto di una denuncia da parte della giornalista. 

Il post di Davide Chello

Stasera è successa una cosa esilarante - esordisce Davide -, ho appena visto il video che sta girando di una ragazza che conosco, stile Tiziana Cantone, con la quale litigai un po’ di tempo fa perché io generalizzavo un po’ su tutto il sesso femminile e lei, agguerrita come una tigre, mi diceva: 'Assolutamente no, noi ragazze non siamo tutte zoccole!'. Perdonami, ovunque tu sia adesso, solo ora ho capito che volevi essere tu l’unica zoccola, che dire… La sceneggiatura non era neanche malaccio, peccato per il napoletano sguaiato, sembrava il doppiaggio di cicciolina in dialetto che girava quand’ero piccolo, comunque che dire…” seguono hashtag ricavati dalle frasi della 19enne che, manco a dirlo sono in cima alle ricerche della rete.   

Cyberbullismo: carnefici che si sentono parte lesa

Mentre la protagonista si è cancellata dai social e pare viva barricata, Davide Chello è “finito nel vortice mediatico per un pensiero scritto su Facebook” come lamenta in un’intervista rilasciata a Cronaca Flegrea, scegliendo una soluzione bizzarra per distogliere l’attenzione che ha scatenato su di sé. Tanto più che, in quell’intervista, emerge la radice del problema: l’inconsapevolezza (presunta), la superficialità e la vanità di cui il cyberbullismo si nutre erodendo la dignità delle sue vittime.   
 
Io su Facebook scrivo la prima cosa che mi viene in mente - dichiara Chello -. Non mi faccio problemi ma non vado mai a intaccare l'immagine di nessuno, ho fatto sempre tutto nei limiti della riservatezza e dell'anonimato” peccato che il paese sia piccolo, i gradi di separazione ben meno di 7 e le voci corrano (soprattutto se hai 5000 contatti). Sia come sia, lui lo rifarebbe: "Non sono pentito per aver scritto quel post perché non ho alcuna colpa”. Per poi ribadire: “Sarò maschilista e bigotto, ma ditemi: quali colpe ho, che colpe ho?". E qui casca l’asino: “Diffamazione e bullismo, ecco che colpa hai. (E questi sono solo gli aspetti legali, le altre colpe dovrebbe spiegartele tua madre)” gli risponde per le rime la Lucarelli che nel frattempo aveva consegnato alla Polizia Postale il video in questione. 

Infine, Chello arriva a definirsi “la parte lesa”, a dire che “Ho appuntamento con uno psicologo e se ci sono i presupposti denuncerò Selvaggia Lucarelli!" e che "Se fosse stata mia sorella la ragazza nel video... beh ognuno paga le conseguenze di quello che fa”. Non resta che sperare che non abbia sorelle e che l’avvocato e lo psicologo da cui andrà riescano ad aprirgli il cuore e la mente.

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