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Donne che hanno fatto la storia: premi Nobel, premier, principesse e sante

Da Rita Levi Montalcini a Rosa Parks, passando per Benazir Bhutto, Margaret Thatcher, Nilde Iotti, Marie Curie e Maria Callas, ecco una selezione di donne che hanno fatto la storia. 


Benazir Bhutto, per due volte primo ministro del Pakistan: un record che la fa rientrare tra le donne che hanno fatto la storia.


Le donne che hanno fatto la storia hanno il piglio di Benazir Bhutto: orfana di  padre (il primo ministro pakistano Zulfikar Ali Bhutto, fatto giustiziare dal generale Muhammad Zia-ul-Haq nel 1979), 35 anni (correva l'anno 1988) vince le elezioni in Pakistan. Benazir è la prima donna nonché il più giovane capo di governo di un Paese musulmano. La sua battaglia per  promuovere i diritti civili la riporta al governo dal 1993 al 1996 quando, per la seconda volta, è costretta a dimettersi per scandali di corruzione di cui si è sempre professata innocente.

Nel 1999 inizia il suo esilio volontario lungo otto anni trascorso tra Dubai e Londra ma nel quale prepara il suo ritorno in patria in vista delle elezioni nazionali del 2008. Il 18 ottobre 2007 Benazir atterra all'aeroporto di Karachi e un attentato scuote la città uccidendo 138 sostenitori dell'ex Primo Ministro che però si salva. Ad uccidere il simbolo della democrazia, della modernità e della rivendicazione femminile è l'attentato suicida del 27 dicembre 2007, al termine di un suo comizio a Rawalpindi, a circa 30 km dalla capitale Islamabad.  

Copyright foto: Kika Press

Rita Levi Montalcini


Rita Levi Montalcini: Premio Nobel per la medicina e senatrice a vita.


Scienziata, neurologa e senatrice a vita, Rita Levi Montalcini si è spenta a centotrè anni dopo una vita trascorsa tra la scienza e la politica nella speranza di migliorare il mondo. Premio Nobel nel 1986 per la medicina, grazie alla scoperta del fattore di accrescimento della fibra nervosa, la Montalcini è stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Da "donna libera" quale si è sempre sentita, cresciuta in "un mondo vittoriano, nel quale dominava la figura maschile e la donna aveva poche possibilità", Rita Levi ha più volte dichiarato di averne "risentito, poiché sapevo che le nostre capacità mentali - uomo e donna - son le stesse: abbiamo uguali possibilità e differente approccio".

Per dedicarsi alla scienza ha rinunciato a costruirsi una famiglia mentre per dare il suo contributo alla società si è spesa in diverse battaglie: nella prima metà degli anni Settanta partecipa al Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell'aborto mentre con la Fondazione Rita Levi-Montalcini si occupa della formazione dei giovani (con particolare attenzione a giovani studentesse africane per cui stanzia borse di studio). E ancora, tra le sue battaglie quelle contro le mine anti-uomo, per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società e per la fine del proibizionismo

Copyright foto: Kika Press

Madre Teresa di Calcutta


Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace nel 1979 e simbolo di carità nel mondo.


Madre Teresa di Calcutta, all'anagrafe Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, a suo dire “una piccola matita nelle mani di Dio” è stata uno dei simboli della carità religiosa di tutti i tempi. Albanese di nascita e cattolica di fede, ispirata a Santa Teresa di Lisieux e alla sua teologia della "piccola via" che ricerca la santità negli atti quotidiani, anche i più insignificanti, purché compiuti per amore di Diofondò la congregazione religiosa delle Missionarie della CaritàIl suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta la rese una delle persone più famose al mondo, tanto che nel 1979 ricevette il Premio Nobel per la Pace.  Il 19 ottobre del 2003 fu proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II.

Copyright foto: Kika Press

Lady Diana


Lady Diana, la People's Princess, la principessa del popolo, come la definì l'allora premier Tony Blair.


Il 31 agosto 1997, il giorno in cui Lady Diana morì in un incidente automobilistico sotto il ponte de l'Alma, a Parigi, insieme al compagno, Dodi Al-Fayed, il Regno Unito si è fermato. Incidente? Complotto? Non si saprà mai ma i suoi funerali in mondovisione raccontano quanto fosse amata, a tutte le latitudini. 

Pur provenendo dalla più antica nobiltà britannica, Diana Spencer riuscì a diventare la People's Princess, la principessa del popolo, come la definì l'allora premier Tony Blair, subito dopo il matrimonio con il principe Carlo, nel 1981, quando, quella che sembrava una favola, si rivelò presto un incubo: i continui tradimenti di Carlo con Camilla Parker-Bowles, gli attriti con la Regina e l'ostilità della famiglia reale la trasformarono nella “principessa triste”. Uno stato d'animo che Lady Diana combatté dedicandosi ai suoi figli e impegnandosi nel sociale, a favore dei bambini e contro le mine antiuomo

Finché decise di uscire allo scoperto e creando non poco scalpore, chiese (e ottenne) il divorzio. Per quasi due anni frequentò uno stimato cardiochirurgo di origine pakistana, Hasnat Khan, identificato da molti dei suoi amici più cari come "l'amore della sua vita". La relazione s'interrompe bruscamente e Diana  inizia a vedere Dodi Al-Fayed, figlio di Mohamed Al-Fayed, che aveva invitato la principessa a trascorrere l'estate con lui come sua ospite nella sua villa nel sud della Francia. L'ultima estate prima che Diana si trasformasse in un mito senza tempo. 

Copyright foto: Kika Press

Margaret Thatcher


Margaret Thatcher, la prima e finora unica donna Primo Ministro in Gran Bretagna.


Margaret Hilda Roberts Thatcher è stata la prima (e finora unica) donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in Gran Bretagna. Nata e cresciuta in una famiglia piccolo-borghese, iniziò a far politica da ragazza, nelle file del Partito Conservatore, continuando i suoi studi in chimica a Oxford. Nel 1979 si trasferisce al numero 10 di Downing Street e inizia il suo primo di tre mandati che le aggiudicheranno il soprannome di "Iron Lady", Lady di Ferro. Per il primo discorso di insediamento al Governo britannico prende a prestito un discorso di San Francesco: "Dove c'è discordia, che si possa portare armonia. Dove c'è errore, che si porti la verità. Dove c'è dubbio, si porti la fede. E dove c'è disperazione, che si possa portare la speranza".
 
Una missione duraportata avanti con coraggio e determinazione, anche quando fu soprannominata "milk snatcher", ruba-latte, dopo l'impopolare decisione di abolire la distribuzione gratuita di latte ai bambini delle elementari. Con lo stesso pugno di ferro riuscì a sedare gli scioperi dei lavoratori e a combattere la crisi economica all'insegna del "Thatcherism" - ovvero fondendo il conservatorismo al liberismo - e ad aggiudicare alla Gran Bretagna le isole Falklands contese con l'Argentina.  

Nel 1990 "La figlia del droghiere" (altro soprannome affibbiatole) fu nominata dalla regina Elisabetta II Baronessa di Kesteven. Restano celebri alcune delle sue frasi, tra cui spicca: "Se vuoi che qualcosa venga detto, chiedilo a un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedilo a una donna", tratta da un discorso del 1965.

Copyright foto: Kika Press

Rosa Parks


Rosa Parks, la donna che cambiò il destino dei neri negli Usa.


Il coraggio e la determinazione di Rosa Parks, che nel 1955 si rifiuta, con tutta calma, di cedere il posto su un autobus ad un bianco, ha cambiato le sorti degli afroamericani negli Stati Uniti, contribuendo a spianare quella strada che ha portato Barack Obama alla presidenza. 

Ha solo 20 anni quando aderisce al Movimento per i diritti civili statunitensi e diventa segretaria della sezione di Montgomery della National Association for the Advancement of Colored, ne ha 32 quando scatena l’orgoglio nero preferendo l’arresto alla concessione di un ingiusto privilegio. Un gesto che inaugura il boicottaggio degli autobus a Montgomery e nel 1956 arriva alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, che decreta, all'unanimità, incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell'Alabama. Da quel giorno, e per sempre, Rosa è The Mother of the Civil Rights Movement.

Maria Callas


Maria Callas, la "Divina", voce ineguagliabile e donna dalle divine storie d'amore.


Ci sono “il prima Callas e il dopo Callas” disse il regista Franco Zeffirelli tracciando i confini del mito (non solo) della lirica che le valse l’appellativo di “Divina”. Perché la Callas è divina sul palcoscenico, quando fonde canto e recitazione, è divina nelle sue sfuriate da diva e nella sua storia d’amore con l'industriale Giovanni Battista Meneghini che si innamorò di lei a prima vista e si offrì di aiutarla, proponendole di diventare il suo manager e catapultandola nel mondo delle divine. 

È divina nel mistero della sua silhouette che arriva insieme al successo, assottigliandosi da 92 a 64 chili (tra le leggende che abbia ingoiato una larva di tenia) ed è divina nel colpo di fulmine per il miliardario Aristotele Onassis, che prima lascia la moglie per lei, poi la pianta in asso (dopo innumerevoli tradimenti) sposando Jackie Kennedy, la vedova del presidente americano. Il coraggio di Maria Callas è quello di una donna che sa di essere Divina e, come tale, si comporta.

Copyright foto: Kika Press

Evita Peron


Evita Peron, first lady argentina amatissima dal suo popolo.


Classe 1919 María Eva Duarte de Perón, nata Eva María Ibarguren ma conosciuta nel mondo semplicemente con l’affettuoso diminutivo Evita, fu attrice, politica, sindacalista e filantropa argentina. Di umili origini, Evita non dimenticò mai l’Argentina rurale: quando divenne la seconda moglie del Presidente Juan Domingo Perón, nel suo ruolo di First Lady dell'Argentina - dal 1946 fino alla morte nel 1952, avvenuta per un tumore, a soli 33 anni -, divenne potente all'interno dei sindacati pro-peronisti, perorando la causa dei diritti dei lavoratori e dei più poveri e entrando nel mito delle donne cha hanno fatto la storia.

Marie Curie


Marie Curie, l'unica donna ad aver vinto due Premi Nobel.


Marie Curie, all’anagrafe Maria Skłodowska, è la prima (e finora unica) donna ad aver ricevuto il Premio Nobel in due diverse discipline: la prima volta arriva nel 1903, quando Marie viene insignita insieme al marito Pierre e ad Antoine Henri Becquerel per i loro studi sulle radiazioni; la seconda nel 1911, quando Marie scopre il radio e il polonio e lo vince per la chimica.  

Nata a Varsavia, orfana di madre, consapevole delle proprie capacità, a quindici anni inizia a lavorare come precettrice e istitutrice per potersi permettere gli studi universitari che frequenta in Francia, dal momento che a Varsavia le aule sono interdette alle donne. Si trasferisce a Parigi con la sorella Bronia e studia a la Sorbona, dove si laurea in fisica e matematica. Il 26 luglio 1895 Pierre Curie, un professore della scuola di fisica, diventa suo marito e poi "compagno di laboratorio" in un locale allestito ad hoc di rue Lohmond dove insieme faranno grandi scoperte. Dopo la sua morte, nel 1906, Marie rimane a insegnare fisica e nel 1908 diventa la prima donna titolare di una cattedra a la Sorbona. 

Intelligente, libera e disinteressata, non pretese mai nulla in cambio continuando a condurre una vita semplice e donando all’umanità i risultati delle scoperte. Durante la Prima Guerra mondiale Marie allevia il dramma dei combattenti andando al fronte (insieme alla figlia Irène) per assistere i feriti e per l’occasione inventa le famose Petit Curie, le automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X. Nel 1912 fonda l'Institut du Radium, diretto fino al 1932, al subentro della figlia. Oggi quel centro si chiama Institut Curie ed è un'importante istituzione scientifica per la ricerca sul cancro. Ad uccidere Marie Curie, fu la passione della sua vita: il 4 luglio 1934 morì di anemia perniciosa scatenata dalla lunga esposizione alle sostanze radioattive.

Copyright foto: Kika Press

Nilde Iotti


Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati.


Nilde Iotti, all'anagrafe Leonilde Jotti è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati, per ben tre legislature, dal 1979 al 1992, realizzando un record finora incontrastato nell'Italia repubblicana. Orfana di padre, laureata in lettere all'Università Cattolica di Milano (tra i suoi professori Amintore Fanfani), per un breve periodo si dedica all’insegnamento per poi passare alla politica all’insegna di un profondo spirito antifascista

Iscritta al PCI dopo l'8 settembre 1943, partecipa alla resistenza, aderisce ai Gruppi di Difesa della Donna, diventa presidente dell'Unione Donne Italiane di Reggio Emilia, nel 1946 viene candidata dal Partito Comunista Italiano e viene eletta all'assemblea costituente.

La storia però, ricorderà Nilde Iotti anche per la sua vita privata: nel 1946 inizia una relazione clandestina con il Segretario Nazionale del PCI, Palmiro Togliatti, di 27 anni più anziano, sposato con Rita Montagnana e padre di Aldo. Tenuta nascosta fino al 1948, la relazione diventa di pubblico dominio in contingenza dell'attentato: creando un certo scalpore Togliatti lascia moglie e figlio e nel 1950 la coppia ottiene l'affiliazione di Marisa Malagoli, una bambina orfana, sorella minore di uno dei sei operai uccisi durante una manifestazione. Il loro legame termina con la morte di lui, nel 1964.
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