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Il Piccolo Principe, al cinema il capolavoro di Saint-Exupéry

Dal 1° gennaio al cinema, il film di animazione ispirato al libro racconta la storia di un anziano pilota e una bambina che diventano amici, sfidando un modo che li vorrebbe trasformare in adulti senza immaginazione. Sullo sfondo, l'immortale storia del Piccolo Principe.

Un fotogramma del film "Il Piccolo Principe", al cinema da gennaio 2016


Diventare grandi continuando a sognare? Non è facile, ma si può. È il messaggio che un anziano e strampalato aviatore, controfigura di Antoine de Saint-Exupéry, tenta di passare alla sua giovanissima vicina di casa, stressata dai piani per il futuro di una mamma in carriera. 

Il poster del film Il Piccolo Principe

La versione cinematografica de Il Piccolo Principe, nelle sale italiane dal primo gennaio, inizia da un aeroplanino di carta che atterra sulla scrivaniadell’indaffaratissima bambina. Inutile tentare di resistere: la favola a puntate che il vecchio le racconta le fa pian piano dimenticare i troppi doveri e riscoprire i giochi della sua età. La vita del principino del libro originale e quello della principessina moderna iniziano così a intrecciarsi. Fino a che la ragazzina cercherà di mettere in moto l’improbabile aeroplano del pilota, per scoprire se il protagonista della storia è riuscito davvero a tornare al suo pianeta.

Portare sul grande schermo un classico della letteratura infantile come il Piccolo principe non era una sfida facile. Il regista Mark Osborne, già creatore di Kung Fu Panda, ha scelto la strada della contaminazione: due storie parallele, con stili grafici diversi (quella che ricalca il libro originale è in un poetico stop motion), di due bambini in lotta per non farsi appiattire dalle regole dei grandi. Per fortuna ci penserà Saint-Exupéry, che nella realtà purtroppo non ha fatto in tempo ad invecchiare, a mettere in chiaro che essere adulti non vuol dire per forza diventare grigi e noiosi

Il regista Mark Osborne ha riscritto “Il piccolo Principe”.

Se lo ricorderà alla fine anche la mamma della protagonista, che metterà da parte le sue buone ragioni per preoccuparsi del futuro a favore di un telescopio. Special guest, la rosa vanitosa e soprattutto la saggia e simpaticissima volpe, che l’aviatore regala alla sua giovane amica sotto forma di peluche.

Progetto costato oltre 80 milioni di dollari, il film si avvale del doppiaggio di, tra gli altri, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Alessandro Gassmann e Toni Servillo. Certo, immaginarsi un Piccolo Principe ventenne farà storcere il naso ai puristi del libro, che rimpiangeranno anche il finale struggente sostituito da uno molto più facile da digerire. Ma a giudicare dalle reazioni della sala, gli spettatori più giovani non si faranno di questi problemi. Il messaggio finale rimane comunque lo stesso: “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Ed emerge anche una verità molto utile sia ai bambini che ai genitori: nonostante cerchino di dimostrare il contrario, gli adulti non sono poi così sicuri di quello che stanno facendo. Ma proteggersi diventando schiavi delle abitudini non serve a niente. Meglio rilassarsi e ricordarsi di guardare le stelle. Per preoccuparsi c’è sempre tempo.

Copyright foto: Ufficio stampa Festival Piccolo Grande Cinema e Lucky Red


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