Calo di pressione: sintomi e rimedi

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L’ipertensione arteriosa, chiamata anche “calo di pressione” corrisponde ad un abbassamento della pressione sanguigna e più precisamente ad un abbassamento della quantità di sangue pompata dal cuore all’origine di un calo di pressione arteriosa. Questa pressione può essere costante o occasionale. Un calo di pressione è un sintomo che conviene tenere sotto controllo, soprattutto se si rivela cronico.


Definizione

L’ipotensione è un abbassamento della pressione del sangue, temporanea o cronica, che può essere scatenata da molti casi. Alcune persone sono più afflitte rispetto ad altre come per esempio le persone anziane, che col tempo conoscono una rigidità della parete dei vasi sanguigni. Questa rigidità genera una diminuzione della vasodilatazione con la conseguenza che il sangue circola con più difficoltà. Nella donna incinta, alcuni ormoni durante la gravidanza causano un abbassamento delle resistenze vascolari che possono provocare un calo di pressione di 2 punti; è consigliato dunque all’inizio della gravidanza un controllo regolare della pressione sanguigna.
Gli individui che soffrono di problemi cardiaci, come la cardiomiopatia, sono soggetti a dei cali di pressione: queste affezioni impediscono al cuore di produrre una pressione sufficiente. I pazienti diabetici sono ancora più esposti all’ipotensione come anche
i soggetti che soffrono di malattie neurologiche, come il morbo di Parkinson, la sindrome di Guillan-Barré o la malattia di Shy-Drager. Coloro che soffrono di insufficienza della ghiandola surrenale e che hanno improvvisamente interrotto il trattamento a base di cortisone, possono essere anch’essi sensibili all’ipotensione come anche i pazienti aventi problemi di ipotiroidismo o di stanchezza cronica.

Fattori di rischio

Nei pazienti già debilitati, la consumazione di alcol e di cannabis aggrava il rischio d’ipotensione. Un’insufficiente idratazione durante uno sforzo, un’attività fisica o in un ambiente molto caldo può favorire il calo di pressione.

Cause

Nella maggior parte dei casi, le cause non sono necessariamente evidenti per cui i cali di pressione possono apparire senza importanza.

Ipotensione ortostatica

L’ipotensione ortostatica è caratterizzata da una diminuzione della pressione arteriosa quando il paziente passa da una posizione distesa, accovacciata o piegata ad una posizione verticale improvvisa. In seguito a questo brusco movimento, il paziente sentirà allora una sensazione di vertigini. Questo calo può essere spiegato dal fatto che sotto l’effetto improvviso della gravità, il sangue si accumula nelle gambe e temporaneamente, diminuisce l’afflusso sanguigno verso il cervello. Questi cali di pressione sono la maggior parte delle volte insignificanti e non necessitano una cura specifica. L’ortostatica può anche essere cronica: in questo caso, la cause sono diverse e essa necessita un controllo medico.

Ipotensione ortostatica cronica

Quando è cronica, l’ipotensione può essere dovuta ad una disidratazione o all’assunzione di alcuni medicinali che servono per la cura dell’ipertensione arteriosa o per la disfunzione erettile, ma anche di antidepressivi, ansiolitici, neurolettici e i diuretici. Il consumo di marijuana e alcol, una perdita di peso importante, disturbi cardiaci, un’insufficienza della ghiandola surrenale, allergie, disfunzioni della tiroide, l’interruzione improvvisa di un trattamento a base di cortisone, gravidanza o problemi epatici, sono tutti fattori che possono essere all’origine di questo tipo di ipotensione.

Ipotensione postprandiale

Questo genere di ipotensione appare dopo i pasti: la digestione innesca infatti un afflusso di sangue verso lo stomaco e l’intestino che può provocare una diminuzione della pressione arteriosa. Questa forma di ipotensione si osserva nelle persone anziane o in quelle che soffrono di diabete o del morbo di Parkinson.

Ipotensione intracranica

L’ipotensione intracranica corrisponde ad un calo di pressione sanguigna all’interno del cranio che può provocare dei disturbi neurologici e psichici.

Ipotensione controllata

Nel corso di alcuni interventi chirurgici, i medici fanno diminuire volontariamente la pressione arteriosa del paziente, soprattutto per le operazioni che riguardano il viso, la mascella o per alcuni tumori vascolari cerebrali. L’ipotensione controllata viene impiegata per evitare delle emorragie nel corso dell’intervento.

Diagnosi

Contrariamente all’ipertensione arteriosa, non esiste dei valori limiti per l’ipotensione. In maniera generale, più la pressione arteriosa si abbassa, più la condizione cardiovascolare è buona. L’ipotensione corrisponde all’abbassamento della pressione arteriosa a meno di 90 mm Hg per la massima.

Sintomi

Nel corso di un’ipotensione possono verificarsi dei giramenti di testa, sensazione di stanchezza, disturbi nella vista, nausee, accellerazione del ritmo cardiaco, problemi di udito, ronzii nelle orecchie, cefalee, vomito e talvolta malesseri.

Trattamento

Ipotensione puntuale e breve

L’ipotensione puntuale e breve non provoca alcun sintomo, pertanto non richiede nessun trattamento: questa manifestazione resta isolata e poco frequente.

Ipotensione cronica

Possono essere utilizzati: fludrocortisone, medicinali che riducono lo svuotamento dello stomaco per trattare l’ipotensione post prandiale e, nei casi estremi, si può fare ricorso all’impiego di un pacemaker che aumenterà il battito cardiaco.

Prevenzione

Al risveglio, prendere un po’ di tempo per distendersi e poi sedersi al bordo del letto prima di alzarsi; è indispensabile inoltre di non scordare di bere molta acqua per evitare la disidratazione.
Sebbene consumato con moderazione, l’alcol può costituire un fattore aggravante per l’ipotensione, quindi è bene evitarlo. Se è necessario restare in piedi per qualche tempo, si consiglia di muovere le dita dei piedi e di contrarre per qualche secondo i muscoli del polpaccio.
Da seduti invece, evitare di incrociare le gambe: questa postura può provocare una pressione sulle vene che rende difficile la circolazione sanguigna.

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