Vitamina K: a cosa serve

Cristina Piotti

La vitamina K è un alleato importante per la salute. Scopriamo a cosa serve e in che alimenti trovare questo composto. 
 

Alimenti ricchi di vitamina K: sono molti, ma soprattutto le verdure.  © Tatjana Baibakova/123RF


Vitamina K: cos'è? in quali alimenti si trova? Si tratta di un composto vitaminico liposolubile (cioè solubile in solventi grassi) che viene accumulato nel fegato. Scopriamone di più.
 

A cosa serve la vitamina K

Con il termine vitamina K si indicano una serie di composti (vitamine liposolubili) utili nella modificazione post traduzionale di alcune proteine che intervengono nella coagulazione del sangue e nel metabolismo di ossa e tessuti. Nel 1935 lo scienziato danese Carl Peter Henrik Dam conia il termine Koagulation vitamin per indicare, appunto, il legame tra questo composto e la coagulazione. Vitamina K e coagulazione, infatti,  vanno a braccetto. Ma questa vitamina assicura anche la funzionalità delle proteine e l’assorbimento della microflora intestinale.
 

Vitamina K e Coumadin

Il Coumadin è un farmaco anticoagulante che agisce come inibitore dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K, quindi chi lo assume deve evitare alimenti ricchi di vitamina K.
 

Dove si trova la vitamina K?

Si divide in tre origini principali: vegetale (vitamina K1), di origine batterica (vitamina K2) e sintetica (quindi contenuta nei farmaci), la vitamina K3.


Alimenti che contengono vitamina K

Questo agglomerato liposolubile è presenta in alimenti animali e vegetali, ma gli alimenti con vitamina K sono soprattutto le verdure come pomodori, cavolini di Bruxelles, spinaci, lattuga, cavoli, cime di rapa. E poi aromi come salvia fresca, prezzemolo, maggiorana e timo, anche essiccati. Ridotte quantità poi si riscontrano nella soia, nelle uova, nei piselli, nel fegato di maiale e di manzo, banane, zucchero di canna, legumi e avocado. Tra gli alimenti ricchi di K2 ci sono invece tutti i latticini crudi (ad esempio i formaggi molli, o il kefir), e le verdure fermentate, come i crauti.
 

Carenza di vitamina k

A seguito di alterazioni della bile o di patologie da malassorbimento negli adulti può svilupparsi una carenza di vitamina K. Tale carenza si manifesta con una diminuzione della protrombina e l’aumento del tempo di coagulazione. In seguito possono manifestarsi delle grandi emorragie. Inoltre, a causa della sua partecipazione nel fissare il calcio nelle ossa, la carenza di vitamina k può causare fenomeni osteoporotici.
 

Alimenti senza vitamina K 

In caso invece sia prescritta una dieta povera di vitamina K, alimenti che ne hanno un basso dosaggio sono ad esempio i pomodori e il finocchio cotti, perché il processo di cottura ne  diminuisce sensibilmente il contenuto vitaminico. Poi zucca e zucchine, e frutta come uva, pere, mele, ciliegie, pesche, agrumi e banane, affettati magri, legumi e formaggi stagionati come il Grana Padano, ed infine crostacei e molluschi.

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