Pancreatite acuta

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Per pancreatite acuta si intende una forma infiammatoria acuta del pancreas e dei tessuti circostanti, che può presentarsi sotto una forma lieve (detta edematosa) o grave (detta necro-emorragica).


Sintomi della pancreatite acuta

Il principale sintomo è un violento dolore che si presenta a livello epigastrico che si irradia a verso il lato posteriore. L’infiammazione può pero coinvolgere anche reni, cuore, polmoni portare ad una pancreatite fulminante e in seguito allo shock.

Cause

L’infiammazione del pancreas, o pancreatite acuta, attiva alcuni enzimi digestivi all’interno del pancreas stesso, danneggiando in questo modo la ghiandola e portando alla sua auto-digestione. All’origine possono esserci fattori molto diversi, come una calcolosi, o una colecisti, fino ad un eccesso di alcol. Cause meno frequenti sono invece farmaci, interventi chirurgici o traumi mentre, seppur raramente, esiste una forma chiamata idiopatica , cioè non è possibile identificare una causa.

Pancreatite acuta necrotico-emorragica

Questa forma di pancreatite è contraddistinta da una necrosi di una parte del tessuto pancreatico e determina uno stato di insufficienza respiratoria, renale, o epatica.

Terapia

Nella forma lieve un breve ricovero, con una alimentazione e idratazione per via endovenosa, è possibile ristabilire la situazione nel giro di una decina di giorni. Ma in caso di una forma più severa e rara, per evitare che la malattia diventi sistemica e che gli enzimi attivati coinvolgano altri organi, è necessario un intervento di lavaggio retroendoperitoneale per permettere alla ghiandola di far ripartire, nella maggior parte dei casi e al termine del decorso post-operatorio, le sue funzioni principali.

Dieta per la pancreatite acuta

Nella fase acuta come appena visto si procede per via endovenosa, per poi passare gradualmente ad una alimentazione che, sotto stretto controllo medico, sarà a base di carboidrati, e successivamente proteine e grassi. Fondamentale l’eliminazione di alcool e preparazioni grasse come i fritti. Il decorso deve essere sempre seguito da un medico specializzato in dietologia, in collaborazione con il gastroenterologo, dato che l’autogestione della dieta è estremamente pericolosa.

Foto: © blueringmedia - 123RF

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