Motricità fine: definizione e sviluppo

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La motricità fine, incentrata sulla precisione dei gesti e l’abilità, si acquisisce durante i primi anni di vita. Il punto sulle principali tappe dello sviluppo della motricità fine.


Definizione

La motricità fine corrisponde all’esecuzione di gesti precisi e coordinati: scrivere, disegnare, utilizzare delle forbici, allacciare le scarpe, abbottonare un abito, ecc. La sua acquisizione mobilita principalmente le mani e le dita, il senso del tatto e la coordinazione con gli occhi. Questa necessita anche di un controllo muscolare delle parti del corpo implicate. La motricità fine differisce della motricità globale che concerne la coordinazione generale delle membra del corpo senza limitarsi alla destrezza.

Sviluppo della motricità fine

Le basi della motricità fine si acquisiscono tra la nascita e i primi sei anni di vita. Durante i primi mesi il neonato sviluppa la presa: la capacità di prendre gli oggetti con la mano. Prima dei 4 mesi si tratta di grasping, presa di riflesso,. Verso i 5 mesi diventa una presa volontaria. I primi tempi il bambino si serve di una sola mano, poi di entrambe tra i 7 e i 9 mesi. Prima dei 2 anni la presa resta simmetrica. La sua lateralizzazione viene acquisita tra i 2 e i 4 anni: il bambino mostra allora una preferenza manuale e diventa desto o mancino. Tra i 3 e i 4 anni i gesti diventano sempre più precisi: il bambino è capace di utilizzare oggetti come le forbici o di abbottonare i vestiti. Tra. 5 e i 6 anni può ritagliare forme complesse, riprodurre lettere ed eseguire movimenti sempre più fini come nascondere in mano un oggetto o allacciarsi le scarpe. La motricità fine si sviluppa in seguito durante tutta la vita, imparando ad utilizzare altri oggetti e strumenti.

Come stimolare la motricità fine

La motricità fine viene stimolata quotidianamente tramite attività specifiche praticare alla scuola materna o a casa: découpage, disegno, pittura, giochi con le costruzioni, esercizi con le mani ecc.

Disturbi della motricità fine

I disturbi della motricità fine possono essere spiegati da ritardi dell’acquisizione o a causa di una disprassia (incapacità di eseguire gesti acquisiti).
Tali disturbi si manifestano con una mancanza di destrezza e difficoltà nello svolgere le attività quotidiane come vestirsi, lavarsi, giocare ecc. I disturbi della motricità fine possono egualmente avere risonanza sulla vita scolastica, con un ritardo dell’apprendimento della lettura e della scrittura. L’assistenza medica per i disturbi della motricità fine necessità di un percorso personalizzato, adatto alla loro causa. Delle sedute di terapia occupazionale possono avverarsi utile per aiutare il bambino nello sviluppo delle sue abilità.

FOTO:© Oksana Kuzmina/123RF