Lobotomia - Significato

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La lobotomia è un intervento di neurochirurgia che, come dice la parola, consiste nell’asportazione di una parte del lobo del cervello, quello prefrontale.


Effetti

Si tratta di un tipo di intervento che nel passato veniva utilizzato perché si pensava potesse curare alcune psicosi, sindromi molto dolorose o schizofrenie gravi. È una pratica messa a puto sul finire dell’Ottocento da Antonio Egas Moniz, in seguito alla quale vinse poi il Nobel per la medicina nel 1936. Si scoprì presto che era un intervento che però, lungi dal curare, portava a gravi e irreversibili modificazioni della personalità, riducendo il malato ad uno stato vegetativo permanente (come nel famoso caso di Rosemary Kennedy, sorella di John Fitzgerald Kennedy).

Cos’è e cosa comporta

La pratica si diffuse molto negli Stati Uniti, dove addirittura venne proposta per un breve periodo come pratica ambulatoriale, ma la sua applicazione è stata nel tempo aspramente criticata da diversi esperti e infine abbandonata perché considerata inefficace ed eticamente inaccettabile, tanto a cadere in disuso ed essere vietata.

Lobotomia frontale

Più precisamente, si parla di lobotomia prefrontale quando si sezionano le fibre nervose di parte della sostanza bianca del lobo frontale del cervello e può essere praticata da uno solo lato o bilateralmente. L’obiettivo era sezionare i fasci di fibre nervose contenenti i lobi prefrontali.

Lobotomia transorbitale

L’intervento avveniva per via orbitale, quindi entrando attraverso la cavità orbitale fratturando la volta orbitale per penetrare nella cavità cranica. Si procedeva fino alla profondità desiderata fino ad arrivare ad agire alle fibre nervose unite ai lobi prefrontali e alle altre zone del cervello, come il talamo.


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