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Terapia ormonale sostitutiva (HRT)

La terapia sostitutiva ormonale non è consigliata in maniera sistematica a tutte le donne con problemi, molto spesso dipende dai diversi fattori, tra i quali sintomi gravi e invalidanti, che precludono la normale vita della paziente.


Meccanismo d'azione

La terapia ormonale sostitutiva consiste nell’integrare l’organismo di ormoni sessuali che non sono più prodotti dalle ovaie: estrogeni e progesterone. La somministrazione di un tale trattamento necessita di un bilancio precedente per meglio conoscere la situazione ormonale della paziente e stabilire l’assenza di controindicazioni. La terapia ormonale sostitutiva in menopausa comprende una combinazione di due ormoni: un estrogeno, prescritto sott forma di gel o cerotto, e il progesterone prescritto sotto forma orale, in compresse.

Terapia ormonale sostitutiva: quando iniziare

La cura ormonale è raccomandata per quelle donne che presentano fastidi importati quali vampate di calore invalidati, dolori articolari, secchezza vaginale, irritabilità e nervosismo, disturbi del sonno, depressione. E per coloro che presentano rischi di osteoporosi o malattie cardio vascolari e coloro che sono impossibilitate a prendere altri tipi di trattamento può essere un indice dell’assunzione della terapia ormonale sostitutiva.

Terapia ormonale sostitutiva: a chi è prescritta

La dose minima efficace è prescritta a donne di età intorno alla cinquantina, mentre è sconsigliata per le pazienti di 60 anni, a causa di complicazioni cardiovascolari. La durata varia dalla più corta possibile fino al massimo di 5 anni. La terapia deve essere costantemente rivalutata con un controllo almeno una volta l’anno; viene consigliato di interrompere il trattamento per qualche settimana per garantire la persistenza della gravità o la diminuzione delle manifestazioni. Quando viene prescritta la terapia ormonale sostitutiva, è indispensabile adottare uno stile di vita equilibrato, con dieta associata ad attività regolare.

Effetti collaterali

La terapia sostitutiva della menopausa può creare rischi di alcune patologie.

Cancro al seno

La TOS in menopausa associata ad estrogeni e progestinici aumenta il rischio di tumore al seno rispetto ad una donna in meno pausa non curata. Il rischio aumenta con la durata della terapia e può sopraggiungere con 5 anni di cure. Il rischio esiste indipendentemente dalla modalità di somministrazione degli estrogeni, via orale o transdermica o di progestinici, continuativa o sequenziale. La TOS è controindicata in caso di antecedenti personali di cancro al seno.

Flebite

La terapia ormonale sostitutiva della menopausa aumenta il rischio di flebite e di embolia polmonare, secondario alla flebite. Il rischio si concentra nei primi anni della terapia, e poi tende a modificarsi durante il trattamento e risultano aumentare con l’età. I soggetti in menopausa presentanti un rischio di flebite non possono iniziare una terapia ormonale sostitutiva.

Rischi cardiovascolari

La terapia ormonale sostitutiva della menopausa provoca un aumento del rischio dell’infarto al miocardio e di ischemia celebrale. Il rischio aumenta su soggetti a partire dai 60 anni in su. Le donne già in menopausa presentano un rischio cardiovascolare che non consente di iniziare il trattamento. Stessa cosa per coloro che hanno presentato un’ischemia celebrale o un accidente ischemico transitorio (TIA).

Controindicazioni

La prescrizione della terapia ormonale sostitutiva dipende da numerosi fattori e in particolare dall’esistenza di manifestazioni gravi e invalidanti. Tra queste, come accennato, il rischio di cancro al seno, se presenti antecedenti personali o famigliari (di primo grado: madre e sorella) prima dei 50 anni. Mastosi, rigonfiamento irregolare dei seni provocato da uno squilibrio ormonale, che spesso rappresenta una controindicazione alla terapia ormonale sostitutiva. Tumore dell’endometrio e come già accennato in precedenza: flebite, cardiopatie emboliche: disturbi del ritmo cardiaco, trombosi sviluppabile in un embolia polmonare; infarto del miocardio; ischemia. Un’epatite acuta o cronica accompagnata da insufficienza epatica, rappresenta una controindicazione all’assunzione ella terapia ormonale sostitutiva. Tra le altre patologie costituenti controindicazioni della terapia sostitutiva in menopausa, ricordiamo: lupus, otosclerosi, porfiria, insufficienza renale cronica.
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