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Ormone della crescita (hGH) - Somatotropina

L’ormone della crescita (abbreviazione GH), conosciuto anche con il nome di somatotropina, partecipa alla crescita e all’equilibrio di diversi metabolismo (trasformazione di elementi chimici nell’organismo) ed è prodotta dal lobo anteriore dell’ipofisi (ante ipofisi).


Definizione

Gli ormoni della crescita sono naturalmente sintetizzati dalla ghiandola pituitaria (ipofisi) organo principale nel sistema endocrino. Il ruolo dell’ormone della crescita è favorito dalla riproduzione cellulare, alla quale ne consegue lo sviluppo dei muscoli o delle ossa, oltre ad avere un impatto importante sulla salute dell’individuo. Quando l’ipofisi produce troppa quantità d’ormone polipeptidico si determina una situazione di acromegalia nell’adulto o un gigantismo nel bambino; mentre una quantità di ormone della crescita insufficiente risulta responsabile di un ritardo nella crescita e può causare nanismo. Al giorno d’oggi la cura a base di ormone della crescita è svolta con sintesi chimiche in laboratorio.

Ormone della crescita: dosaggio

Un dosaggio sanguigno dell’ormone della crescita viene prescritto quando si presuppongono problemi inerenti al corretto sviluppo di un individuo. Da notare che molti sono i fattori che influiscono sulla produzione dell’ormone della crescita: stress, sonno, sport e livelli di glicemia, pertanto diversi risultano i dosaggi ormonali prescritti.

Valori normali

I valori nella norma di somatotropina nel sangue risultano più alti nel bambino: tra i 5 e i 20 ug/L, che nell’adulto: tra i 3 e i 5 ug/L. Questi valori possono subire variazioni e diminuire in caso di ipofisectomia o radioterapia dell’ipofisi, sindrome di Sheehan (che provoca una necrosi dell’ipofisi) e sindrome di Cushing. In caso contrario un aumento dei valori si avrà, come già accennato, in caso di acromegalia, disturbi ormonali che comportano la crescita anormale delle dimensioni dei piedi e delle mani e una deformazione progressiva del viso.

A cosa fare attenzione

I risultati non costituiscono la diagnosi, pertanto è bene consultare uno specialista con il quale sarà possibile decidere eventuali esami complementari o eventuali cure terapeutiche. Un buon risultato rappresenta, per il medico curante, un indice importante del proprio stato di salute. Inoltre, i risultati possono differire a seconda delle tecniche di analisi utilizzate dal laboratorio.
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