0
Grazie

Poche parole di ringraziamento saranno molto apprezzate.

Metrosexual: chi sono? Il significato della metrosessualità

“Nati” dalla penna del giornalista Mark Simpson i metrosexual sono giovani urban un po’ edonisti e molto curati che hanno molto da insegnare agli hipster di oggi.

David Beckham è stato spesso indicato come il guru dei metrosexual grazie al suo stile metropolitano casual ma ricercato.


Il loro leader “spirituale” è David Beckham mentre l’inventore del neologismo è il giornalista americano Mark Simpson che, per primo in un articolo apparso sull’Indipendent il 15 novembre del 1994, utilizzò il termine “metrosexual”. Scevra, malgrado l’assonanza, di connotazioni sessuali, la “metrosessualità” è in primo luogo una filosofia di vita che coinvolge (e guida) gli uomini metropolitani (metro-) ed eterosessuali (-heterosexual) nelle loro scelte sia stilistiche che personali e modaiole in senso lato.

Definita nel 2003 parola dell’anno dall’American Dialect Society, oggi la “metrosexuality” conosce una nuova fortuna contrapponendosi - come al momento della sua prima apparizione - al prototipo del macho palestrato e ponendosi come modello (ovviamente reinterpretato) degli attuali hipster. Tornato di gran moda - per contrapposizione - dopo l’elezione dell’ex wrestler Dwayne (The Rock) Johnson uomo più sexy dell’anno, d’altra parte, il “vecchio” metrosexual ha ancora molto da insegnare ai ragazzi (fashion) "di oggi”.

 

Metrosexual style: i capisaldi del look

Il metrosexual style è stato spesso definito come la versione moderna dei canoni stilistici adottati dai dandy inglesi nell’800. Una semplificazione che, da un lato, è verissima - perché i seguaci della metrosessualità sono edonisti a tutto tondo - ma che, dall’altro lato, può trarre in inganno. Avversi all’eleganza classica (a base di completi sartoriali e papillon), infatti, i metrosexual sono testimonial di uno stile casual che più che giacca e gilet accosta jeans e t-shirt. Il loro segreto, piuttosto, sta nella cura del corpo che deve essere totale - dal fitness alla depilazione passando per il lettino abbronzante - e che non disdegna nemmeno alcuni, selezionatissimi, prodotti cosmetici. E proprio queste scelte stilistiche sono alla base della nascita del neologismo che, muovendo i primi passi nel mondo del marketing, voleva in principio indicare le nuove abitudini d’acquisto (più “frivole”) del cosiddetto sesso forte.

 

Hummersexual e post hipster (attraverso la Menaissance)

I tempi cambiano, si sa, e con loro anche gli ideali di bellezza e - sorpresa! - pure quelli maschili che hanno conosciuto - nell’ultimo decennio - fasi altalenanti. Ad identificarle con un trionfo di neologismi è stato, ancora una volta, Mark Simpson nel suo volume-glossario Metrosexy: A 21st Century Self-Love Story. Se negli anni Duemila, infatti, il metrosexual era ovunque e comunque un ideale da imitare, verso la metà del primo decennio del millennio si è assistito a un revanscismo dell’uomo “vero” (definito Hummersexual per assonanza con la gigantesca macchina Hummer), un personaggio “che ama attirare attenzione su se stessa e la sua presunta virilità vecchio stampo”. Ma prima di arrivare al post hipster, dilagante fenomeno stilistico odierno che pone le sue radici proprio nella metrosessualità riletta attraverso una patina di pseudo-intellettualità veicolata dagli immancabili occhialini con la montatura importante tipici degli yuccies, si è passati ancora attraverso la Manaissance (Man-Rainassence), un rinascimento del genere maschile che si è discostato - seguendo l’esempio della moda donna - da canoni stilistici troppo intransigenti per proporre una propria interpretazione dello stile unendo oggetti must have a semplici capisaldi fashion con i quali sentirsi a proprio agio.

E oggi? Oggi, si diceva, ecco la fase post hipster che unisce il “meglio” della metrosessualità (attenzione all’estetica, al corpo, alla forma fisica, alla moda) con un generale benessere modaiolo che permette di (e invita a) scegliere uno stile disinvolto e personalizzato. Il perché, d’altra parte, lo spiegava Oscar Wilde “Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita”. E che ci si definisca Metrosexual, Hipster o Yuccies il concetto - chiaramente - non cambia. 

 

Copyright foto: Kika Press

Aggiungi commento

Commento

Commenta la risposta di utente anonimo