Placenta invecchiata: le cause e le conseguenze

Fai una domanda
La presenza di calcificazioni nella placenta è normale al termine della gravidanza ma deve essere controllata se si presenta in un’epoca gestazionale precedente.

Placenta invecchiata: il fumo della sigaretta è il primo responsabile delle calcificazioni della placenta.


Parlando di placenta invecchiata si parla di una placenta nella quale appaiono piccole (o meno piccole) calcificazioni che, modificando la consistenza di questo organo fondamentale durante la gravidanza, possono portare a disfunzioni di vario genere fino ad arrivare, nel caso più grave, ad inficiare sulla corretta crescita del feto e a far propendere per un parto pretermine. D’altronde la cosiddetta “placenta invecchiata” è assolutamente normale al termine della gestazione ma richiede dei controlli aggiuntivi quando si presenta in un’epoca gestazionale precedente la 33esima settimana di gravidanza. 

Calcificazioni della placenta: le cause

Normalmente si tende a considerare fondamentalmente tre le cause principali delle calcificazioni della placenta. La prima è il fumo che, oltre ad essere responsabile di aborto spontaneo e di distacco della placenta, può causare l’invecchiamento precoce di quest’organo. La seconda causa, invece, è legata al diabete gestazionale mentre la terza viene indicata dagli esperti nell’ipertensione che è strettamente collegata al diabete in gravidanza perché è tra i sintomi principali della gestosi

Conseguenze placenta invecchiata

La prima conseguenza della placenta invecchiata è l’impossibilità (parziale) dell’organismo della mamma di fornire al feto le giuste quantità di ossigeno e nutrimenti. E il perché è presto detto perché queste non riescono ad attraversare la membrana placentare a causa delle calcificazioni e, dunque, portano a una crescita rallentata del feto. I sintomi di tale disturbo non sono evidenti per la gestante ma il problema è facilmente riscontrabile con una visita ginecologica che, dopo aver valutato la crescita del feto in relazione al periodo gestazionale, potrà verificare attraverso un semplice esame flussometrico lo stato della placenta.

Calcificazione placentare: possibili interventi

Se la calcificazione placentare si presenta in un periodo gestazionale adatto le possibilità d’intervento saranno fondamentalmente due. In primo luogo, infatti, il ginecologo prescriverà alla futura mamma un periodo di riposo assoluto (di modo da facilitare la corretta ossigenazione del feto) e poi, in secondo luogo, potrà decidere di optare per un parto pretermine. 

Copyright foto: Marko Kujavic/123rf