Dieta riso, pollo e mele: come funziona?

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Dieta riso, pollo e mele. Uno strano regime alimentare dalle dubbie origini. Da evitare, ma da quale prendere spunto. Ecco perché.


Dieta del riso, con pollo, e per qualcuno anche con mele.


Dieta riso: se ne sente sempre parlare. Abbondano, come se non bastasse, anche le varianti. Una delle più curiose prevede l'aggiunta di pollo e mele alla monotonia generale. Con effetti dubbi, la ragione è semplice:


Dieta riso: perché pollo e mele?

Quando una dieta si basa su un solo alimento, o comunque così pochi, o ha origini incerte e offre promesse miracolose (come la dieta Plank) è sempre il caso di dubitare. Questo perché si tratta sempre di diete lampo, che non faranno perdere solo massa grassa, ma anche massa muscolare, mentre l'obiettivo di chiunque dimagrisca è ovviamente la tonicità. Inoltre, il vero problema di queste mini-diete è sempre lo stesso: si mangia (male) per pochi giorni e poi si riprende il peso perso. Spesso pure con gli interessi.


Dieta riso, pollo e mele: come funziona

Per nove giorni, essenzialmente, si può mangiar solo riso poco condito, unito agli altri due alimenti. Da bere solo acqua. Il regime si articola in tre fasi da tre giorni: prima solo riso, poi solo pollo, infine solo mele. Non serve davvero una laurea in medicina per capire che si tratta di una dieta assolutamente squilibrata e per questo potenzialmente pericolosa.

Dieta riso, pollo e mele: prendere il buono

Volendo allontanarsi da questo strano regime alimentare, è possibile però prendere tre indicazioni da questa dieta. Il primo è l'uso dei cereali, meglio se integrali e meglio se vari: alleati della linea, perché ricchi di fibra, come l'avena, il grano saraceno, miglio e farro. Il pollo ci ricorda che è bene ridurre il consumo di carni rosse, prediligendo quelle bianche e le cotture semplici. Infine, le mele: si dice che una al giorno allontani il medico, ma essenzialmente è importante includere sempre nella propria alimentazione le giuste dosi di frutta e verdura: dovrebbero costituire, a meno di indicazioni specifiche del medico, almeno 1/3 dei pasti.

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