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Indice di massa corporea: è ancora attuale?

Indice di massa corporea: va bene controllarlo, ma senza troppe fissazioni. Perché, anche quando è nella norma, può trarci in errore. L'obiettivo non è un lavoro ottimale, ma ridurre la pancetta. La nostra esperta ci svela perchè.

Indice di massa corporea, sempre molto seguito, ma davvero è così importante?


Indice di massa corporea, istruzioni per l'uso. Benissimo controllarlo e guardare al suo valore, ma lasciamo decidere agli esperti. Perché, qualche volta non ci dice la verità. E, anzi, rischia di non mettere in evidenza problemi più importanti per la nostra salute. La nostra esperta, la dottoressa Sonya Vasto, professore aggregato di Patologia Generale e biologo nutrizionista, ci spiega quel che dovremmo sapere.

Si usa ancora il BMI?

Il BMI (body mass index) o IMC (indice di massa corporea) è una rapporto matematico tra il peso ed il quadrato dell’altezza sviluppato da Quetelet più di 200 anni fa. Questo indice non dà una stima dell’adiposità né tantomeno della sua distribuzione sebbene sia ancora molto usato come misura antropometrica. La ragione è di comodo e di semplicità d’uso.

Quali sono i difetti?

Questo indice ha mostrato i suoi difetti quando, a fronte della classificazione che fa tra individui sottopeso, normopeso ed obesità di 1, 2 e 3 grado, si evidenziavano soggetti che si collocavano tra gli obesi pur non essendolo, per esempio body builders, soggetti con ritenzione idrica, soggetti affetti da sarcopenia legata all’invecchiamento, deformità della colonna vertebrale, disabilità fisiche e differenze trans-culturali.

Quindi?

Quindi solo la misurazione del BMI non è una stima sufficiente per classificare gli individui in sottopeso, normopeso ed obesi perché non tiene conto della struttura corporea e della distribuzione e quantità della massa grassa (grasso sottocutaneo o localizzato) ed entità della massa magra (muscoli).

Cosa invece bisognerebbe controllare?

Numerosi studi hanno evidenziato che i fattori importanti che determinano se siamo o no in sovrappeso ma soprattutto se siamo o no in salute includono, accanto al BMI, la misura della distribuzione dell’adiposità in quanto l’adiposità localizzata come quella addominale è predittiva di malattie cardiovascolari e metaboliche. In poche parole ci dobbiamo preoccupare di più della pancia che del grasso ben distribuito o localizzato nella parte inferiore del corpo (femore, glutei, cosce).

Perché bisogna controllare l'adipe sulla pancia?

L’adiposità addominale (la cosiddetta pancetta) può influire negativamente su altri valori quali la concentrazione di grassi nel sangue (trigliceridi e colesterolo), di zuccheri (glicemia) e la pressione sanguigna (ipertensione). L’incremento di tutti questi parametri assieme o almeno due di questi in associazione ad una circonferenza addominale superiore a 102 cm nel maschio e 82 nella femmina è già rischio di sindrome metabolica.

Non contano gli indici, quindi, ma il grasso?

Diciamo che qualsiasi tipo di obesità, anche con valori sanguigni di normalità, è meritevole di attenzione perché cela quella che si chiama infiammazione latente. Il grasso è un organo che endocrino che regola appetito, spesa energetica, metabolismo osseo ma anche sistema infiammatorio ed immunità.

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