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Come conservare l’abito da sposa: consigli utili ed efficaci

Conservare l’abito da sposa dopo il matrimonio è un’arte che si impara. E il primo metodo di conservazione proviene proprio dalle tecniche museali.

Conservare l'abito da sposa è la prima cosa da fare dopo il matrimonio.


Come conservare l’abito da sposa? Per la maggior parte delle donne appena sposate è una priorità importante dopo il matrimonio. Da una lato perché è l’abito per eccellenza ed ha un valore sentimentale importante in quanto simboleggia il giorno più bello della loro vita, dall’altro perché alcune di loro sperano di poterlo prestare alla loro nipote quando a sua volta si sposerà. Comunque sia, un abito da sposa va conservato e nel modo giusto. Le scatole in metallo, le buste e le scatole di cartone rischiano di rovinarlo, come anche la luce, la polvere e il calore.

Un ottimo metodo di conservazione è stato messo a punto ispirandosi alle tecniche museali con materiali privi di prodotti chimici. Oggi esistono e vengono proposte, infatti, alle future e neo spose diverse scatole e fodere, in funzione della taglia e del modello dell’abito, per riporre il vestito da sposa senza sciuparlo e rispettare il materiale del tessuto una volta appiattito. 

Ma per un’ottima conservazione dell’abito più importante della nostra vita ci sono però alcune regole d’oro da rispettare:

- Evitare di piegarlo troppe volte perché la fibra rischierebbe di rompersi e, a lungo andare, il vestito potrebbe strapparsi. 

- Proteggere l’abito evitando di esporlo alla luce. Il bianco del tessuto, infatti, potrebbe ingiallirsi oppure, se si tratta di un abito colorato, potrebbe scolorirsi.

- Evitare l’umidità. Cantine, garage e sbalzi di temperatura sono responsabili della muffa e indeboliscono le fibre dell’abito. L’ideale è conservarlo in una stanza della casa, che abbia una temperatura ottimale tutto l’anno. 

- Evitare tutto ciò che non è specificatamente concepito per la conservazione del vestito da sposa: sacchi di tessuto o di plastica, grucce di metallo o di legno e sacchi sotto vuoto a contatto diretto col tessuto, non farebbero che aggravare il deterioramento dell’abito. Inoltre, contengono in genere prodotti chimici che interagiscono con la stoffa. 

- Evitare la polvere e la sporcizia che attirano gli acari utilizzando imperativamente un anti acari (preferibilmente biologico) che non dovrà mai venire a contatto diretto con l’abito.  

- Lavare il vestito dopo il matrimonio. L’ideale sarebbe portarlo in tintoria nei quindici giorni successivi alle nozze. Si consiglia alle neo spose di occuparsene prima del viaggio di nozze e di precisare sempre l’origine delle eventuali macchie affinché il trattamento risulti più efficace, ricordandosi poi di riporre anche gli accessori in apposite scatole (scarpe, velo ecc...) una volta lavati per evitare gli acari.

Attenzione, infine, ai rimedi della nonna, che non sempre sono affidabili: la carta velina blu, ad esempio, che dovrebbe evitare che l’abito ingiallisca col tempo, non farà altro che tingere di blu il suo bianco candido. La carta velina neutra, invece, utilizzata senza sbiancanti e senza acidi, serve a proteggere efficacemente i tessuti.

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