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Stitichezza nei bambini: cause e rimedi

Vostro figlio soffre di stipsi, ha mal di pancia e sta male ogni volta che va di corpo. Consigli, cure e rimedi per aiutarlo a ritrovare un normale transito intestinale contro la stitichezza.

La stitichezza nei bambini può essere dovuta a delle cattive abitudini quotidiane: bere tanta acqua e mangiare fibre può ridurre il problema della stipsi.


Sintomi caratteristici della stipsi

Non sempre è facile capire se un bambino sia realmente costipato. Alcuni vanno di corpo ogni giorno, altri meno frequentemente, proprio come gli adulti, senza che ciò significhi per forza stitichezza. A complicare ulteriormente le cose per i genitori c’è il fatto che il bambino non tende necessariamente a lamentarsi. La diagnosi della stipsi è dunque difficile da stabilire e l’unico a potersi pronunciare è il medico, tanto più che i bambini tollerano meglio degli adulti i diversi sintomi della stitichezza. Il medico, quindi, si concentrerà su una serie di sintomi caratteristici:

- Le evacuazioni devono essere meno frequenti del solito da almeno un mese.
- Il bambino deve andare di corpo meno di due o tre volte a settimana.
- L’espulsione delle feci è difficile e dolorosa.
- Frequenti episodi di encopresi, ossia emissioni di feci incontrollate.
- Il bambino lamenta regolarmente dolori addominali, eventualmente associati a gonfiore.

La stitichezza è un fenomeno relativamente comune nei bambini: pare infatti che ne soffrirebbe quasi il 30% a un certo punto della propria vita. A differenza di quanto avviene negli adulti, è più frequente nei maschi che nelle femmine.

Cause organiche della stitichezza: relativamente rare

Prima di prescrivere una terapia contro la stipsi, il medico cercherà un’eventuale causa organica, o secondaria, alla stitichezza. Per fortuna, queste sono piuttosto rare e non riguardano che il 5% dei casi.

La malattia di Hirschprung è un disturbo neurologico che interessa il retto, il quale non ha il riflesso di espellere le feci verso l’esterno. Le feci dunque si accumulano e provocano stitichezza, se non addirittura un blocco intestinale. 
I postumi di interventi chirurgici al livello dell’apparato digerente possono causare stitichezza cronica.
Più raramente, alcune allergie, al grano, al glutine, o anche al latte, possono provocare questo sintomo.
Lo stesso vale per alcuni disturbi del metabolismo, come ad esempio le carenze di potassio o di calcio.
L’ipotiroidismo è un’altra causa frequente di stitichezza: tutto l’organismo funziona infatti a rallentatore, compreso l’intestino.
Alcune malattie neuromuscolari, fortunatamente rarissime, come le miopatie o le encefalopatie, possono avere questo tipo di conseguenze.

Niente panico: se da un po’ di tempo a questa parte, vostro figlio soffre di stitichezza, la spiegazione è sicuramente molto più semplice e meno allarmante di quanto descritto finora.

Stipsi e cause ambientali: le più frequenti

Nella maggior parte dei casi, la stitichezza non è legata a nessuna causa organica in particolare. Si parla allora di stitichezza funzionale, la quale può dipendere da uno o più fattori ambientali.

Alterazione della flora batterica intestinale, dovuta per esempio al mancato rispetto delle varie tappe della diversificazione alimentare.
Errori nella dieta”: altrettanto frequenti, tra gli 1 e i 3 anni di età. Spesso i bambini non assumono abbastanza fibre. Inoltre, il loro apporto idrico è generalmente insufficiente, a differenza dei latticini, spesso in eccesso. La combinazione di questi due elementi può causare stitichezza.
L’apprendimento un po’ troppo forzato delle regole di igiene può indurre il bambino a trattenersi, come reazione, causando diversi disturbi intestinali, tra cui la stitichezza. Di conseguenza, l’evacuazione delle feci diventa dolorosa suscitando nel bambino un’ulteriore tendenza alla ritenzione e l’instaurazione di un circolo vizioso.
Le grandi tappe della vita di un bambino, fonte di stress potenziale, possono causare stitichezza. L’inserimento alla scuola materna ed elementare sono, ad esempio, dei momenti chiave accompagnati spesso da episodi di stitichezza. Lo stress in generale ha comunque una notevole influenza sull’attività intestinale.
Traumi e altri eventi familiari, come lutti, divorzi o traslochi sono altrettante cause di stitichezza nel bambino.

Conseguenze potenzialmente gravi della costipazione se non si interviene

Se non trattata, la stitichezza può causare complicanze anche gravi e molto dolorose per il bambino.
A forza di spingere per evacuare delle feci molto dure, si corre il rischio di fessure anali. Si tratta di ferite molto dolorose, accompagnate da sanguinamenti al livello del retto. Di conseguenza, per paura di stare male, il bambino tenderà a trattenere le feci, innescando così un circolo vizioso.
L’accumulo delle feci può provocare infezioni e infiammazioni locali. Queste possono propagarsi alla vescica, scatenando infezioni urinarie a ripetizione, soprattutto nelle bambine.
Più grave e difficile da curare: può succedere che l’accumulo delle feci formi una massa dura e compatta nel retto, detta fecaloma. Molto doloroso, il fecaloma può causare episodi di encopresi, ossia incontinenza fecale da straripamento, dovuta alla perdita di controllo degli sfinteri.
Inoltre può avvenire un deterioramento della qualità di vita in generale. I disturbi intestinali possono causare inappetenza e quindi perdita di peso nel bambino.
C’è un solo rimedio per evitare simili complicanze: intervenire subito affinché la stitichezza non prenda piede e assuma un carattere cronico.

Rimedi: clisteri per facilitare le evacuazioni

Se il bambino è costipato da diverso tempo o in caso di complicanze, il medico cercherà innanzitutto di alleviare il suo fastidio. Esistono diversi trattamenti.
Il clistere è frequentemente utilizzato. Si tratta di introdurre un liquido (Microlax) nel retto per ammorbidire le feci e favorirne l’espulsione. L’operazione si svolge in ospedale ed è talvolta preceduta da anestesia generale.
Il medico può anche prescrivere un blando lassativo per stimolare la circolazione e quindi l’evacuazione delle feci. Nei bambini, si ricorre per lo più a lassativi osmotici, che agiscono trattenendo l’acqua nelle feci e quindi rendendole più morbide e facili da espellere.
A volte, può essere necessaria una rieducazione per trasmettere al bambino l’abitudine ad andare di corpo, insegnargli a riconoscere i segnali che gli dicono quando è il momento ecc. Oggi, la principale tecnica di rieducazione perineale è il biofeedback che consiste nell’inserire, nel retto del bambino, una sonda con un palloncino che viene gonfiato finché il paziente non avverte una sensazione di “riempimento” che corrisponde al bisogno di andare di corpo. Ogni seduta dura circa venti minuti e se ne possono apprezzare i risultati già dopo poche settimane.

Buone abitudini quotidiane contro la stitichezza

Per ridurre gli episodi di stitichezza, basta migliorare il proprio stile di vita e adottare una serie di buone abitudini.
Prima misura di prevenzione, alquanto ovvia ma molto spesso trascurata: accertarsi che il bambino assuma la giusta quantità di liquidi. Probabilmente non ha il riflesso di farlo da solo, perciò bisogna sorvegliare che beva durante i pasti ma anche lontano dai pasti. L’ideale è bere acqua, soprattutto se ricca di magnesio, noto per facilitare il transito intestinale. Non sempre è facile: in alternativa, si può optare per delle spremute d’arancia al naturale (allungandole eventualmente con un po’ di acqua), conservando la polpa, la quale ha anch’essa un effetto lassativo.
Le altre parole chiave sono frutta e verdura. Il loro alto contenuto di fibre facilita infatti il transito intestinale. Non resta che convincere vostro figlio che sono anche buone. Non è un’impresa facile ma con un po’ di pazienza ce la farete: non desistete e servitegli delle mini-porzioni di frutta e verdura a ogni pasto.
In aggiunta, è possibile dargli un po’ di crusca, dallo straordinario potere lassativo.
Infine, è opportuno modificare le sue abitudini defecatorie e incitarlo ad andare in bagno con una certa regolarità, due o tre volte al giorno, facendo in modo che non vi resti più di 15 minuti per volta.

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