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Capire il linguaggio del corpo (in 7 passaggi)

Dal significato dei gesti che facciamo tutti i giorni ai segreti che si nascondono dietro il linguaggio non verbale. Lo psicologo Gabriele Achilli spiega come comprendere emozioni e stati d'animo espressi dal corpo.


Il linguaggio del corpo è importante per gestire molti tipi di relazioni, da quelle lavorative e a quelle sentimentali.


Dal colloquio di lavoro al litigio con il proprio partner. Fraintendimenti e atteggiamenti aggressivi, gesti che rivelano troppo di noi o che possono cambiare il modo con cui gli altri ci considerano. Gabriele Achilli, psicologo e autore, ci spiega l'importanza della comunicazione non verbale. In tanti contesti diversi. Per comprendere la radice dei nostri comportamenti, o cosa pensa chi ci sta ascoltando.

Esiste una mappa del linguaggio del corpo?

Ci sono molte cose che si possono dire e considerare sul linguaggio del corpo. Per iniziare a capire qualcosa di sé, bisogna iniziare da queste sette: sguardo, sorriso, tic nervosi (gesti ripetuti come strizzare gli occhi, mangiarsi le mani, giocare coi capelli...), prurito, mano davanti alla bocca, balbettii e silenzio.

Sguardo e sorriso cosa ci dicono?

Il primo è un'arma importante. Diversi studi ci dicono che quando due amanti stanno litigando, se si guardano intensamente negli occhi smetteranno di discutere. Quanto al sorriso, siamo biologicamente propensi a riconoscerlo. Addirittura, se prendiamo la fotografia di qualcuno molto corrucciato, con gli angoli della bocca rivolti verso il basso, e giriamo l'immagine sottosopra, il nostro cervello percepirà il sorriso. Sorridere catalizza l'attenzione. A patto che sia naturale: basta osservare i dibattiti politici in tv per scoprire che alcuni personaggi pubblici si obbligano a sorridere, ma mostrano le gengive - come i cani. Un chiaro segno di aggressività, in realtà.

Tic e pruriti invece cosa dimostrano?

Nel primo caso se una persona ha dei tic mentre parliamo, non è d'accordo con quel che stiamo dicendo. Stesso discorso per il prurito. In qualche caso la persona si gratta il naso, il braccio, il collo... proprio dal lato esposto a chi gli sta parlando. Più chiaro di così!

Tenere la mano davanti alla bocca è sbagliato?

Una mano davanti alla bocca esprime insicurezza, un comportamento che spesso hanno gli adolescenti. Si dimostra di provare ansia, rispetto a quello che sta dicendo il nostro interlocutore.

Balbettare non è un problema di pochi?

Se si tratta di balbuzie vera e propria, è un problema semplice da risolvere, con l'aiuto della logopedia. Ma spesso molti di noi hanno delle incertezze nel parlare, dei cali di voce. Sono segnali di insicurezza cronica, che bisognerebbe imparare a riconoscere, prima ancora di affrontarli.

I silenzi fanno parte del linguaggio non verbale?

Sì. Indicano che l'interlocutore non è d'accordo con quel che diciamo e non vuole dirlo. Certo, in linea di massima e durante una normale conversazione la capacità di stare zitti e ascoltare rispecchia la volontà di metterci nei panni di chi parla. Quando la persona con cui siamo, però, porta avanti un silenzio innaturale, dovremmo chiederci se stiamo occupando la scena, o se l'altra persona non riesce a esprimere il suo disaccordo. Altri segnali simili sono un incrocio di mani, il fatto che l'altro aumenti la distanza fisica tra di noi, magari appoggiandosi alla spalliera della sedia, oppure sedendosi a tre quarti rispetto a noi.

Se siamo soliti avere uno di questi atteggiamenti, cosa possiamo fare?

Prima di tutto iniziamo a osservarci, per capire quali atteggiamenti manteniamo e quanto o come comunichiamo non verbalmente. Spesso, in realtà, non ne siamo minimamente consapevoli.

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