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Come prendersi cura delle gengive

Le gengive, ovvero la parte della mucosa orale che dà sostegno ai denti, sono dei tessuti particolarmente sensibili. Vediamo come proteggerle da gengiviti, parodontiti e altre malattie. 


La prevenzione

Per avere dei bei denti e una bocca sana, bisogna innanzitutto rispettare alcune regole d’igiene oraleÈ solo in questo modo che possiamo evitare tutta una serie di problemi, dalla gengivite alla parodontite passando per le carie. Perché di solito le parodontopatie (malattie infiammatorie o degenerative del parodonto, ovvero dell’insieme delle strutture di sostegno dei denti) sono causate da un accumulo di batteri. Una volta che questi disturbi si manifestano, non è facile curarli, e le conseguenze possono essere gravi. Ecco perché, come dice il proverbio, prevenire è meglio che curare!


Per evitare i disturbi gengivali, bisogna avere un buona igiene orale.


Le regole di base dell’igiene orale sono:

- lavarsi i denti dopo ogni pasto. Se non potete, fatelo almeno due volte al giorno.

- Lo spazzolamento serale, dopo la cena, è il più importante. Durante la notte, la produzione di saliva diminuisce: questo processo favorisce la demineralizzazione dello smalto e aumenta il rischio di un attacco batterico.

- Lavarsi bene i denti significa spazzolarli delicatamente per 3 minuti. Spazzolate la parte alta e quella bassa separatamente. Alternate movimenti verticali e rotatori per spazzolare denti e gengive. Mai lavarsi i denti in direzione orizzontale. Non dimenticate l'interno dei denti e i denti del giudizio, a volte più difficili da raggiungere.

- Andate dal dentista almeno una volta all’anno! È l’unico modo per verificare che non ci siano problemi nella cavità orale e, nel caso ce ne fossero, intervenire il prima possibile.

Copyright foto: Istock

Placca e tartaro, due nemici delle gengive

È praticamente impossibile accendere la televisione o la radio senza vedere o sentire annunci pubblicitari che esaltano le virtù di dentifrici o collutori che rimuovono la placca e/o il tartaro. Quali sono le differenze tra questi due nemici di denti e gengive?

La placca batterica: avete mai notato un deposito biancastro sui denti e/o le gengive? Se sì, avete già avuto a che fare con la placca. Si tratta di un deposito appiccicoso e biancastro che si forma sulla superficie dei denti e delle gengive. È il risultato di un ammasso di flora batterica che vive nella nostra bocca. All'interno della bocca, infatti, convivono circa 500 specie di batteri. I loro depositi possono essere rimossi spazzolando i denti e usando il filo interdentale. Ma quando l'igiene orale non è di buona qualità, i batteri aderiscono alla superficie dei nostri denti, formando una sorta di pellicola più densa: è la famigerata placca dentale.

Il tartaro: quando la placca batterica non viene rimossa, si trasforma in un deposito duro, calcificato o in via di calcificazione. Il tartaro è composto al 75 % da sali inorganici, e in particolare da cristalli di calcio. Questa sostanza tende a depositarsi soprattutto sulla superficie interna degli incisivi inferiori e sulla superficie esterna dei molari superiori. I coloranti alimentari (tè, caffè, liquirizia, ecc.) e il tabacco ne favoriscono lo sviluppo.

La pulizia dei denti professionale

Bisognerebbe fare una detartrasi dal dentista almeno una volta all’anno. Si tratta della rimozione del tartaro dalla superficie dentale. Il dentista utilizza degli appositi strumenti appuntiti o degli apparecchi a ultrasuoni che eliminano il tartaro con le vibrazioni. Una volta liberate dal tartaro, le superfici dei denti sono levigate e sbiancate utilizzando una pasta abrasiva. Possono essere effettuate anche altre operazioni (come la fluoroprofilassi) a seconda delle necessità del paziente.

La gengivite

La gengivite è il primo stadio delle malattie gengivali. È un disturbo abbastanza diffuso e non troppo grave, a patto che s’intervenga per tempo. È caratterizzato da gengive arrossate, doloranti, sensibili e che sanguinano facilmente.Le cause che favoriscono lo sviluppo della gengivite possono essere:
- la placca dentale
- la mancanza di vitamine
- le infezioni
- la gravidanza
- la menopausa
- alcuni farmaci

La causa più comune, però, è la cattiva igiene orale, che impedisce di rimuovere la placca correttamente.

Ecco perché il modo migliore per prevenire la gengivite è lavarsi i denti nel modo giusto e regolarmente; e senza dimenticare il filo interdentale, perché lo spazzolino manuale non riesce a raggiungere tutti gli angoli della bocca. Da questo punto di vista, gli spazzolini elettrici sono considerati più efficaci.

Se le gengive sono gonfie, arrossate e doloranti, la prima cosa da fare è prendere un appuntamento dal dentista. Perché una gengivite non curata può degenerare in parodontite. E non si tratta più soltanto di una questione di colore o di dolore, perché si rischia di perdere i denti.

Il dentista potrà prescrivere dei trattamenti ad hoc, come un collutorio (attenzione, quelli che trovate al supermercato non vanno bene per curare questo genere di patologie) e altri prodotti per l’igiene orale. 

Non fate ricorso ai farmaci senza aver consultato il medico. Nell’attesa della visita, potete alleviare il dolore con qualche rimedio casalingo:

- Sciacquate la bocca per 30 secondi con acqua salata (un cucchiaino di sale diluito in un bicchiere di acqua tiepida).

- Applicate qualche cubetto di ghiaccio, avvolto in un panno, sulla guancia dolorante. Ha una funzione anestetizzante.

- Applicate una bustina infusa di tè verde sulla zona dolorosa: l’acido tannico contenuto nel tè è un astringente che aiuta anche a sgonfiare, ma soprattutto argina l'emorragia.

- Massaggiate delicatamente le gengive. Il massaggio consente di stimolare la circolazione sanguigna nei tessuti irritati e doloranti, favorendo la guarigione. Potete rendere il massaggio più piacevole aggiungendo dell’olio di cocco.

La parodontite

Una gengivite non curata può trasformarsi in una parodontite. Si tratta di un disturbo grave, che può mettere in pericolo il vostro sorriso.

Se la gengivite non viene curata, possono formarsi le cosiddette tasche parodontali: in pratica, il solco tra i denti e le gengive diventa più ampio e profondo, fino a raggiungere la radice dei denti e l’osso sottostante. Queste tasche attirano la placca in un ambiente privo di ossigeno, facilitando lo sviluppo di una forma aggressiva di batteri. Se il processo di malattia continua, l'osso adiacente alla tasca viene distrutto, causando una mobilità dentale che, prima o poi, porta alla caduta dei denti.

La prima cosa da fare in caso di gengive infiammate, sanguinamento, dolore acuto e alito cattivo (i sintomi più comuni della parodontite) è andare dal dentista.
L’unico modo per liberarsi di questo disturbo è rimuovere la placca e, da un certo punto in avanti, lo spazzolino non è più sufficiente. Con i suoi strumenti, invece, il dentista può raggiungere anche i depositi più profondi.

A volte, però, la semplice pulizia non basta, e può essere necessario un intervento chirurgico.

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