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Women On Web, il sito che aiuta le donne ad abortire

Women On Web, fondato da Rebecca Gomperts nel 2006, è il sito che aiuta le donne di tutto il mondo (Italia inclusa) ad abortire da casa inviando consigli e farmaci. 

Women on Web offre una consulenza alle donne che vogliono abortire.


Louyi Manal l'ha fatto in Marocco, Loli Yosef in Libano, Sonia Sharma in Cina, Andrea in Perù. Donne diverse, paesi diversi, passati diversi ma due cose in comune: tutte l'hanno fatto in casa perché nei rispettivi paesi abortire (se non per gravi motivi di salute) è illegale. E tutte l'hanno fatto grazie a Women On Web, il sito fondato nel 2006 da Rebecca Gomperts che ogni mese invia ottomila consigli (e farmaci) in tutte le lingue, ai quattro angoli del Pianeta - dal Pakistan al Venezuela passando anche per l'Italia e l'Inghilterra - per aiutare le donne a fare da sole (e senza rischiare di morire) ciò che in patria è proibito o troppo difficile da fare.

L'idea arriva da lontano, da quando Rebecca era una bambina e insieme a sua madre salì su una nave di Greenpeace e decise che da grande avrebbe lavorato in un posto come quello. Detto fatto, dopo essersi laureata, si è imbarcata come medico di bordo e, una missione dopo l'altra, ha scoperto il mondo. Un mondo popolato (anche) di donne disperate che per abortire le provavano tutte: si affidavano a macellai, bevevano candeggina, s'infilavano ferri nell'utero. Ma in quelle missioni Rebecca ha anche scoperto il modo di aiutarle. È stato quando ha realizzato che per il diritto del mare, in acque internazionali vigono le leggi del Paese di cui batte bandiera. Nel suo caso, l'Olanda. E se in Olanda abortire è legale allora lo è anche davanti alle coste dei paesi dove non lo è. È così che è nato Women on Waves, l'antesignano di quello che oggi è Women On Web

Una donna su quattro, nel mondo, vive in un paese dove l'aborto è praticamente impossibile se non per motivi di salute. Succede in molti stati dell'America del Sud, dell'Asia e dell'Africa, ma anche nella civilissima Europa dove tra obiettori di coscienza e famiglie contrarie anche se la legge non lo vieta le circostanze lo rendono impossibile. Ma se una donna lo vuole, in qualche modo fa, con l'unica, terribile controindicazione che l'aborto clandestino ne uccide ancora troppe. Donne che Rebecca vuole salvare perché - questa l'idea alla base del sito - l'interruzione di gravidanza è qualcosa che le donne possono gestirsi da sole. "Non intendiamo sostituirci al sistema sanitario - spiega -, semplicemente copriamo un buco in quei posti in cui le donne non possono esercitare i loro diritti". 

Ai tempi di Women on Waves le donne venivano fatte salire a bordo, dal debutto di Women On Web le donne galleggiano nel web, le scrivono, le chiedono aiuto e lei (insieme agli altri medici del team) valuta il da farsi. Il che molto spesso consiste nello spiegare che assumendo una specifica combinazione di farmaci - il misoprostolo, un gastroprotettore che fa contrarre l’utero, e il mifepristone (meglio noto come RU486) - riescono ad abortire da casa. Quando oltre alle parole servono i fatti provvede ad inviare i farmaci. Alla base di tutto c'è la fiducia: Women On Web non chiede esami, dà per scontato che chi ha bisogno di aiuto non ha nessun interesse a mentire. E finora è sempre andato tutto bene. 
   
Anche dal punto di vista legale visto che tutte le cause che le hanno intento, lei le ha vinte: “quello che faccio non è mai illegale - specifica Gomperts -. Mi muovo su un confine, piego le leggi, non le infrango mai. Questo è un punto fondamentale, perché spesso il timore ci paralizza. Vale anche per l’aborto: nei Paesi in cui è illegale ci sono delle eccezioni in virtù delle quali viene praticato".

Il prossimo obiettivo della 48enne è allargare ancora di più il raggio di azione anche a quelle donne che non hanno accesso a un computer, a Internet o che non sanno leggere. La sua è una battaglia ambiziosa che oltre ai fatti vuole cambiare anche i presupposti: l'aborto non è una scelta, deve diventare una decisione. La decisione di una donna che non vuole abortire, semplicemente non vuole aspettare un figlio. Che è tutta un'altra cosa. 

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