Salmonella: sintomi, contagio e terapia

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La salmonella è un batterio responsabile di infezioni trasmesse da alimenti. La infezioni da essa provocate sono i diverso tipo. Eccoli punto su sintomi, contagio e terapia.


Come si prende la salmonella

Le forme non tifoidee sono considerate la causa di una buona metà delle infezioni gastrointestinali che colpiscono l’uomo, nonché una delle cause più frequenti di intossicazione alimentare: principale serbatoio d’infezione sono gli animali e i loro derivati, come la carne, le uova e il latte consumati crudi o non pastorizzati, ma anche, ovviamente, l’acqua non potabile o contaminata.
Le infezioni possono essere tifoidee (causa di febbre tifoide, presente ormai quasi solo nei paesi in via di sviluppo) oppure minori: queste ultime riguardano i ceppi più diffusi nell’uomo, la enteritidis e la typhimurium, responsabili di forme gastroenteriche, quindi non tifoidee.

Sintomi della salmonella

I sintomi della salmonella sono causati dalle tossine rilasciate dal batterio e variano a seconda della gravità della forma clinica: i più frequenti sono sintomi gastroenterici come nausea e vomito, diarrea, dolori addominali, ma nei casi più gravi si può arrivare ad infezioni di ossa o meningi. I primi sintomi fanno la loro comparsa tra le 6 e le 72 ore dalla contaminazione e lo stato di malessere dura per diversi giorni, in qualche caso anche una settimana. Nella maggior parte dei casi il decorso è privo di rischi. Nel caso della forma tifoidea i sintomi compaiono dopo circa tre settimane di incubazione e comprendono alterazioni dell'alvo (diarrea o stitichezza), febbre alta, tosse, comparsa di chiazzette rosate, leggermente in rilievo, nella parte alta del petto, confusione mentale, bradicardia ed ingrossamento anomalo di fegato e milza (epatomegalia e splenomegalia).

Salmonella e contagio

La salmonella è contagiosa: la trasmissione avviene per via oro-fecale, ovvero attraverso cibi o bevande contaminate, mangiate o toccate, ma anche oggetti manipolati dai piccoli animali domestici a loro volta contaminati. A maggior rischio sono uova e latte crudi (o alimenti derivati), carne poco cotta, salse, creme, frutta e verdura non lavate o contaminate durante la preparazione. Fondamentali sono l’accurato lavaggio delle mani, vista la modalità di trasmissione oro-fecale, e la corretta conservazione degli alimenti, a temperature non superiori ai 4 gradi.

Salmonella nei bambini

Soggetti più a rischio sono i bambini, ma anche gli anziani, le donne in gravidanza, individui affetti da malattie autoimmuni, anemia falciforme e HIV.

Terapia

Se (come nella maggior parte dei casi) l’infezione è lieve, si risolve spontaneamente e non serve che bere molto in caso di diarrea o vomito, integrando con sali minerali, fermenti lattici e probiotici. Nonostante l’origine batterica, gli specialisti, ove possibile, sconsigliano l’uso di antibiotici e prediligono il naturale decorso, ma è sempre bene informare il medico curante, che deciderà a seconda dei casi. Solo in caso di sintomatologia differente o casi più seri, è previsto il ricovero ospedaliero.

Salmonellosi

Per la diagnosi della salmonellosi, si procede con una coltura ematica delle feci e l’analisi della presenza di anticorpi specifici contro la salmonella nel sangue.


Testo revisionato dalla dottoressa Pacini Pamela
Foto: © Chansom Pantip - 123RF