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Isteroscopia: a cosa serve

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L’isteroscopia è un esame ginecologico ricorrete, praticato nella diagnosi e spesso nel trattamento di anomalia che colpiscono la cavità uterina.


Significato

L’isteroscopia è un esame che serve a visualizzare direttamente l’interno dell’utero per mezzo di una sonda munita di un sensore ottico, che viene introdotto nel canale uterino. In questo modo è possibile esplorare la cervice, l’endometrio e l’orifizio delle tube di Falloppio. Si parla di isteroscopia diagnostica quando l’esame viene effettuato in ricerca di una diagnosi, mentre si parla di isteroscopia operativa quando si deve intervenire chirurgicamente per trattare un’anomalia.

Isteroscopia diagnostica

Viene indicato nel quadro di un bilancio di sterilità, al fine d’identificare le cause o la causa di emorragia, ancora non spiegata o per controllare lo stato della parte interna del collo dell’utero. Esso è praticato in ambulatorio, durate una visita ginecologica, e a volte necessita di un’anestesia locale.

Isteroscopia operatoria

L’isteroscopia operatoria consente di trattare alcune anomalie dell’utero confermate dall’esplorazione di quest’ultimo, come il fibroma, i polipi, anomalie della mucosa, aderenze, ecc.

Diagnosi e preparazione

Questo esame dura in media un 20 minuti circa ed è indicato per ricercare lesioni che colpiscono il livello della parete dell’utero, come ad es. un tumore, infezioni o infiammazioni. Un’isteroscopia può anche essere indicata in caso di biopsia e per alcuni interventi chirurgici come l’ablazione dei fibromi o esportazione dei polipi. L’esame è svolto in sala operatoria e necessita di un periodo di ospedalizzazione che va dalle 24 alle 48h. L’intervento, come accennato, dura tra i 20 e i 50 minuti e viene effettuato in anestesia generale, locale o sotto rachianestesia. Durante l’intervento può essere analizzata la mucosa uterina, tramite prelievo. I rischi operatori, come la perforazione dell’utero durante l’intervento, è molto rara. Un isteroscopia diagnostica di controllo può essere effettuato dopo uno o due mesi dall’esame, a seconda dell’indicazioni date dal medico.