Metodo Montessori: in cosa consiste, pro e contro

Barbara Leoni

Rivoluzionario per l’epoca, il sistema pedagogico di Maria Montessori conta oggi ventimila scuole in tutto il mondo e continua ad essere attuale, tra critiche e favori.

 

Il metodo Montessori fornisce specifico materiale di sviluppo. © Vitaliy Markov / 123 RF

 

Maria Montessori: in molti la ricordano come “il volto che era sulle Mille Lire”, altri sanno che è stata la prima donna medico italiana, anche se in realtà è stata la terza, ma senza dubbio la più nota, altri ancora hanno frequentato una scuola a lei intitolata, oppure sanno che a lei si deve il metodo educativo che porta il suo nome. Silvia Bitelli e Marina Rinaldini, maestre Montessori, ci spiegano in cosa consiste il metodo Montessori, teorizzato sul finire del XIX secolo.


In cosa consiste il metodo Montessori?

Gli elementi fondamentali nella pedagogia scientifica Montessori sono tre: un ambiente preparato, studiato a misura di bambino e perfettamente funzionale al “fare da sé”, uno specifico materiale di sviluppo, strutturato e autocorrettivo, ideato dalla pedagogista per offrire al bambino la possibilità di esercitare sensi e intelletto, ed un insegnante formato, in grado di accompagnare l’allievo nel percorso di crescita, osservando le sue azioni senza intromettersi o anticiparne i processi di sviluppo e supportandolo in maniera spesso indiretta.


Chi era Maria Montessori?

Maria Montessori fu una delle prime donne a laurearsi in medicina, era il 1896, e ad intraprendere una specializzazione in psichiatria. Diede il proprio contributo in un’epoca di grande fermento pedagogico tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: il bambino, dall’essere considerato un “vaso da riempire”, iniziava ad essere percepito come il protagonista attivo della propria crescita. Maria Montessori fu anche un’attivista politica distinguendosi nella lotta per i diritti dell’infanzia e per l’emancipazione femminile.


Perché il metodo educativo di Maria Montessori fu rivoluzionario?

Quello che differenziò il suo approccio da quello dei colleghi fu la strutturazione di un metodo didattico ed educativo basato su osservazioni scientifiche ed applicato tramite le insegnanti formate da lei stessa nei corsi nazionali ed internazionali con i bambini di tutto il mondo.


Nel mondo ci sono ventimila scuole, a cosa si deve il successo del metodo Montessori?

Il successo internazionale è la testimonianza di come il metodo sia basato sulla costituzione propria del bambino e non su un retaggio culturale o su una visione aprioristica dell’infanzia. Il bambino è bambino ovunque e ha processi di crescita uguali in qualsiasi parte del pianeta.


Quali sono le fasce di età ed i livelli di sviluppo previsti dal metodo?

Ci sono quattro “periodi sensitivi”:

L’infanzia

Dalla nascita ai sei anni, l'infanzia è il periodo della creazione individuale in cui il bambino è guidato dal pensiero concreto e cerca una propria indipendenza fisica relazionandosi con l’ambiente, analizzandolo in tutte le sue parti grazie ad una “mente assorbente” che si interessa soprattutto all’ordine, al movimento e al linguaggio, costruendo da sé le sue prime conoscenze.

La fanciullezza

Dai sei ai dodici anni il bambino consolida ed approfondisce ciò che ha appreso durante l’infanzia e si pone domande su ciò che percepisce, costruendo una propria indipendenza intellettuale. In questa fase avviene il passaggio dal pensiero concreto a quello astratto e logico.

L’adolescenza

Dai dodici ai diciotto anni il giovane si trova ad affrontare repentini cambiamenti fisici e psicologici, è concentrato su se stesso, cerca l’indipendenza emotiva, sperimenta la gestione delle proprie emozioni e si dimostra sensibile agli aspetti sociali della vita, cercando il proprio ruolo tra i coetanei. Si dedica ad attività creative, arricchisce la propria cultura sviluppando un personale pensiero critico.

La maturità

Dai diciotto ai ventiquattro anni l’uomo, ormai adulto, costruisce consapevolmente la propria spiritualità, distingue in modo conscio ciò che è giusto da ciò che non lo è e ricerca il proprio scopo nel mondo, diventando del tutto indipendente.


Cosa s’intende per indipendenza e libertà di scelta?

Le linee fondamentali del metodo montessoriano si pongono l’obiettivo di condurre il bambino verso l’indipendenza, rispettandone tempi e individualità: in una scuola Montessori la costruzione delle conoscenze e delle competenze è graduale e personalizzata, ciascuno studente può scegliere su quali argomenti e su quali esperienze concentrare il lavoro, in piena libertà. Sulla “libertà montessoriana” c’è spesso confusione: non si tratta di una libertà assoluta e priva di regole, che condurrebbe all’anarchia, ma della possibilità di decidere, all’interno di un contesto scientifico creato appositamente a quello scopo, a quali attività applicarsi.


Perché si torna a parlare di metodo Montessori oggi?

Se all’estero l’interesse per il metodo Montessori è sempre stato vivo, in Italia si è scontrato da un lato con l’ideologia fascista, avversa alla creazione di un individuo libero, e dall’altro con l’ideologia “agazziana” che vedeva nel bambino un “artista”. La pedagogia montessoriana apre di contro ad una visione più scientifica che oggi torna in auge poiché scuole e famiglie sentono l’esigenza di riattivare un percorso di conoscenza dedicato alla parte scientifica della cultura.


Come è strutturata la scuola montessoriana?

Il metodo scolastico Montessori risponde ai bisogni degli studenti assecondando le caratteristiche dei quattro piani di sviluppo. Nei nidi i più piccoli imparano a prendersi cura di se stessi e dell’ambiente che li circonda attraverso attività quotidiane legate alla vita pratica, esplorando l’ambiente a livello percettivo con il materiale sensoriale a disposizione. Nella scuola primaria Montessori sono forniti strumenti di esplorazione chiari e logici, graduati nella complessità, che i bambini possono utilizzare  autonomamente, appassionandosi alla conoscenza. Ai livelli superiori, per rispondere al forte bisogno di socialità proprio dell’adolescente, la scuola Montessori aggiunge alla proposta formativa un percorso di vita in comunità e di lavoro.


Come si relaziona un insegnante montessoriano?

L’insegnante montessoriano accompagna il bambino nel percorso di crescita fornendogli dei confini entro i quali potersi muovere liberamente, offrendogli i materiali di sviluppo e ritirandosi nell’osservazione ogni qualvolta il bambino sia in grado di procedere da solo, ma sempre pronto ad intervenire in supporto quando ci sia bisogno o richiesta di aiuto.


Metodo Montessori, pro e contro?

Quello che è a vantaggio del metodo Montessori, così come a svantaggio, è il fatto che la sua applicazione è sempre veicolata da insegnanti: è prima necessario essere dei buoni insegnanti e poi degli insegnanti montessoriani. Il metodo Montessori applicato con lo spirito originario non può avere nessun contro mentre attuato da menti rigide e personalità chiuse diventa una gabbia che imprigiona bambini e docenti. Il limite più grande del metodo Montessori è forse la tendenza di tanti ad accaparrarsene in maniera impropria a scopi di marketing, senza un’adeguata formazione e competenza.

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