Bambola reborn: cos'è e cosa c'è da sapere

Eleonora Chiais

La bambola reborn è una creazione artistica vera e propria che, molto amata dal collezionismo globale, specialmente nei paesi anglosassoni è usata anche nella "doll therapy".
 

Bambola reborn: ecco cosa c'è da sapere su queste bambole realistiche nate negli Stati Uniti attorno agli anni Novanta. © Amazon

Tutto tranne che un giocattolo per bambini, la bambola reborn rappresenta - nel mondo della ludicità adatta a ogni fascia anagrafica - il punto d'incontro tra la perfezione del collezionismo e l'oggetto di riferimento per la terapia. Nata negli Stati Uniti alla fine del secolo scorso (indicativamente negli anni Novanta), la tecnica del "rebording" (letteralmente, della "rinascita") si applica a bambole in vinile che vengono scomposte e riassemblate dagli esperti alla ricerca di un risultato il più realistico possibile o, in alternativa, a dolls create ex novo a partire da kit specifici. Come riuscire nell'impresa? Le tecniche, essenzialmente, sono due: ecco cosa c'è da sapere.


Le bambole reborn: tecniche di assemblaggio

Le bambole reborn possono "rinascere" sostanzialmente in due modi diversi, a seconda della tecnica che viene utilizzata. Una tecnica che, spiega l'artista Loredana Molina, condivide le sue creazioni (e la sua passione) sul blog Reborn Baby Neverland, è in ogni caso piuttosto lunga perché "il reborning è una forma d’arte e il risultato è un'opera unica, non più giocattolo ma una vera e propria creazione artistica per realizzare la quale possono essere necessarie dalle 4 alle 8 settimane ed è proprio per questo che - aggiunge -  non sono indicate a bambini ma nascono per noi adulti amanti delle bambole sin da piccoli". Come fare, però? Le tecniche - si diceva - sono due. La prima (nota come Reborning Process) si porta avanti a partire da una bambola giocattolo in vinile che - spiega ancora Loredana - "viene disassemblata e ripulita da ogni traccia di colorazione di fabbrica" salvo poi essere riassemblata secondo le forme desiderate. La seconda tecnica, invece, si chiama Newborning Process e consente di partire nel meccanismo di creazione da "un kit composto di testa ed arti, già predisposto all'applicazione della tecnica. Questi kit - che sono copie di opere originali di scultori di bambole e spesso sono in serie limitata - normalmente sono provvisti di certificato rilasciato dal creatore del kit".


Bambole reborn in vendita: come (e perché) acquistarle?

Che non si tratti di un giocattolo da bambini è già stato detto ma questo non toglie che sia abbastanza semplice trovare bambole reborn in vendita (con un prezzo che oscilla da un centinaio a qualche migliaio di euro: per esempio la bambola della foto, in vendita su Amazon, ha un prezzo di 129,99 €). E il perché - al netto dell'interesse dei collezionisti - è presto detto. Queste particolarissime bamboline, infatti, sono utilizzate anche nella terapia perché - come spiega ancora l'artista romana - "sempre nel rispetto del buonsenso, seguendo il quale è evidente che si tratta di bambole e non di veri neonati, tenere in braccio un Reborn Baby provoca emozioni e aiuta il rilascio di dosi di endorfina, la sostanza presente nell’organismo che aiuta a migliorare l’umore". Da qui all'utilizzo delle bambole "rinate" nelle terapie il passo è stato breve. A teorizzare la Doll Therapy (o Empathy Doll), infatti, è stata la terapeuta svedese Britt-Marie Egedius-Jakobsson che per prima ha dimostrato come l'utilizzo di bambole (più o meno realistiche nell'aspetto) sia utile nel migliorare il benessere delle persone affette da alcune malattie, come la demenza senile, l'Alzheimer e alcune patologie psichiatriche caratterizzate da disturbi del comportamento. In tutti questi casi, infatti, l'oggetto-bambola assume, gradualmente, un valore simbolico che permette ai pazienti di riscoprire strategie di comunicazione pre-verbali e - di conseguenza - di canalizzare le energie mentali su attività che, oltre a distrarre in modo sano, permettono di manifestare emozioni che altrimenti rimarrebbero "sotterrate" senza possibilità di sfogo. "Da studi in America, Svezia, Regno unito e da qualche anno anche in Italia - conferma l’autrice del blog Reborn Baby Neverland - si è scoperto che la bambola provoca il rilascio di endorfina, da cui nasce il suo impiego nella Doll Therapy, ma è importante precisare che le bambole non sono una cura di per sé, ma aiutano il paziente a ritrovare uno stato di confort, ed è questo il loro vero beneficio".

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