Primo amore: ti cerco, ritrovo, riconquisto (e ri-lascio)

Giulia Vola

Grazie ai social e a siti ad hoc, ritrovare il primo amore è sempre più facile e frequente. Non sempre, però, va bene, tanto che negli Usa fioriscono terapisti di coppia specializzati.

Se ci sono le condizioni, il 70% dei primi amori ritrovati funzionano e l'effetto è raddoppiato. © Antonio Guillem/123RF


Il primo amore non si scorda mai

Il primo amore? Non si scorda, si rimpiange, si cerca, si ritrova e la metà delle volte si ri-lascia. Succede grazie ai social network e ai siti specializzati (FindMyLostLove, Classmates e Reunion i più famosi) ma la vita non è un film e raramente vissero tutti felici e contenti. Primo perché gli occhi con cui si guardava il mondo non sono più gli stessi e “l’età del primo amore è quella in cui si idealizza molto”, spiega la presidente della Federazione Europea di Sessuologia, Chiara Simonelli, ed è difficile “reggere la prova degli anni e di uno sguardo più maturo”. Secondo perché la facilità nel ritrovarsi fa sì che (troppo) spesso il primo contatto avvenga quando il cuore non è libero, con tutte le conseguenze del caso.


Amore a prima svista

Sia come sia, “succede anche che questi rapporti ritrovati funzionino bene”. Soprattutto se i partner sono cresciuti nella stessa città, avevano meno di 22 anni ai tempi della relazione, sono stati insieme per più di un anno e la fine è arrivata per cause esterne: "Allora la relazione rinnovata ha il 72% di possibilità di successo”, scrive sul Washington Post Nancy Kalish, psicologa che, quando non insegna all’Università di Sacramento, in California, arricchisce l’archivio (ormai ventennale) di LostLovers, il sito che raccoglie le storie di chi si è amato, perso, ritrovato e riamato. Fenomeno su cui ha scritto anche due libri (Lost & Found Lovers e Lost Love Chronicles) e che, per lo meno negli States, è decisamente in crescita. Tanto che numerosi psicologi americani si stanno specializzando in terapie di coppie scoppiate, riaccoppiate e ri-scoppiate.

Perché, a ben vedere, solo il 49% delle migliaia di (re)unioni passate al setaccio della Kalish è durata più di dieci anni. E il maggior ostacolo, scrive l'esperta, è proprio la tecnologia che ha semplificato la reunion. Prima di internet, ritrovare il primo amore richiedeva un lungo lavoro di ricerca e, solitamente, si faceva solo da single. Oggi basta qualche click per togliersi lo sfizio. Risultato: "il 62% degli iscritti al mio sito era sposato (per lo più felicemente) quando si è ritrovato e non ci ha visto nulla di male nel dirsi 'ciao'". Il problema è che non è un "ciao" qualsiasi e il rischio di far scoppiare due storie al prezzo di una è altissimo. Tanto che, alla fine, solo il 5% dei ritrovati lascia la vita precedente e ne ricomincia un'altra insieme. 


Amor (o giovinezza) che fu

Tradotto: meglio sarebbe (ri)lanciare l'amo se il cuore è libero ma tant'è, l'occasione fa l'uomo (e la donna) ladro e “il primo amore non solo non si dimentica, ma crea più dipendenza di qualsiasi droga. È un legame fortissimo, anche se rimane sopito”. Al punto che se in passato (prima di internet) la reunion avveniva intorno ai 40 anni, oggi succede dieci anni prima, "e spesso gli ex lasciano un matrimonio appena iniziato e bambini piccoli a casa". Salvo poi fare un papocchio e ritrovarsi dal terapista prima di festeggiare il decimo anniversario. 

Tuttavia, la speranza è l'ultima a morire e se le premesse sono giuste “l’entusiasmo, anche sessuale, raggiunge picchi inaspettati. Ogni volta che ci si innamora, si ricomincia da capo. Quando ci si re-innamora del primo amore - aggiunge Simoncelli -, l’effetto è raddoppiato”. Insomma, con le dovute precauzioni, ne vale la pena.

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