Gengive gonfie

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Le gengive gonfie spesso sono il sintomo che insorge in caso di gengivite, un'infiammazione del tessuto molle che circonda il dente, caratterizzata da un aumento di volume del tessuto stesso che può essere legato a condizioni patologiche diverse, tra cui possiamo annoverare varie cause, la cui risultante è sempre costituita da una seria minaccia per la salute della bocca.


Le forme più comuni

Tra le forme più comuni possiamo annoverare le forme traumatiche, quelle infiammatorie (ipertrofiche, legate ad un aumento del volume cellulare o iperplastiche, legate a un aumento del numero delle cellule, ma non del loro volume) e quelle neoplastiche (tumorali).

Cause

Tra le forme non infiammatorie, decisamente assai meno frequenti delle precedenti, assumono notevole importanza quelle secondarie a farmaci, quali, ad esempio la ciclosporina, utilizzata nei pazienti sottoposti a trapianto d'organo, la difenilildantoina, largamente utilizzata nei pazienti epilettici ed ancora la nifedipina, un cardine della terapia di varie patologie cardiovascolari.
Ne consegue, quindi, che tale patologia è spesso il primo sintomo di un'affezione che può essere locale o sistemica, legata, cioè, in quest'ultimo caso ad una malattia di un altro organo o apparato. Da questa considerazione si può trarre la conclusione che sarà di estrema importanza valutare se il gonfiore di tale tessuto, accompagnato quasi sempre da un un cospicuo sanguinamento, condizione essenziale per la diagnosi, possa essere attribuibile ad un puro fattore infiammatorio o ad altra patologia, anche per le direttive terapeutiche che talora possono essere di estrema urgenza.

Diagnosi

Il compito del dentista è individuarne la causa, anche se, come già sottolineato, la natura infiammatoria costituisce largamente la maggior parte dei casi osservati che assumeranno spesso un andamento cronico in assenza di terapia. Naturalmente esistono sia forme generalizzate che localizzate, queste ultime secondarie a fattori irritativi locali ed interessanti un singolo elemento dentario, come, ad esempio protesi ed otturazioni incongrue o carie del colletto dentario.Tra le forme infiammatorie generalizzate possiamo annoverare i casi legati alla presenza di placca batterica, scarsa igiene orale e tartaro. In questi casi la terapia consisterà nella rimozione delle cause responsabili, intervento più spesso di pertinenza del dentista, che non del paziente stesso, che interverrà con la strumentazione necessaria per poi istruire il soggetto sulle manovre atte a mantenere un quadro di buona salute gengivale. 

Terapia

Per quanto concerne la terapia, spesso può rivelarsi utile, quale trattamento iniziale delle forme infiammatorie, la somministrazione di un antibiotico specifico associato ad un collutorio ormai consolidato quale la clorexidina, entrambi utilizzabili sotto stretto controllo medico. Nelle forme avanzate sarà necessario ricorrere ad una terapia ben più complessa rappresentata da interventi chirurgici volti a migliorare l'architettura gengivale stessa, alterata dalla patologia. Nelle forme secondarie alla somministrazione di farmaci non esiste altra soluzione se non la sospensione del farmaco stesso, quando possibile, ricorrendo ad una terapia alternativa. Non rientrano in questa trattazione le forme traumatiche e neoplastiche, le prime in quanto legate a cause evidenti, le seconde di esclusiva pertinenza dello specialista che assumerà in tali circostanze, fortunatamente assai rare, un ruolo di grandissima responsabilità.

Prevenzione

La considerazione finale è che è fortemente consigliabile sottoporsi a un controllo dentistico regolare al fine di individuare, oltre alle lesioni cariose, le forme patologiche gengivali in fase precoce in modo da intervenire tempestivamente con la terapia indicata e salvaguardare un tessuto assai importante per la salute della dentatura.