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Baby sitter: che contratto farle?

Il contratto da fare alla tata dipende dal grado di autonomia del bambino: si parte dal livello C (per bimbi da 0 a 3 anni) e si arriva ai voucher se l’impegno è solo saltuario. In ogni caso il compenso orario deve essere superiore a 6 euro.

Baby sitter: a ciascuna il suo contratto! L'inquadramento, infatti, varia a seconda dell'età del bambino e delle richieste dei genitori.


Baby sitter, croce e delizia dei genitori che – qualsiasi età abbiano i loro bambini – affidano alla disponibilità della tata la possibilità di concedersi qualche ora di libertà. Ma le nanny non sono tutte uguali e, anche in termini strettamente contrattuali, devono essere inquadrate diversamente a seconda del ruolo che sono chiamate a ricoprire. Ecco che contratto fare a seconda dell’età dei bambini.

Stipendio baby sitter bimbi 0-3 anni: contratto C 

Se i piccoli di casa sono davvero piccoli (vale a dire nella fascia d’età tra 0 e 3 anni) la tata dovrà essere inquadrata contrattualmente come “assistente non convivente a persona non autosufficiente”. Il contratto, quindi, dovrà essere di livello C e dovrà prevedere dalla parte del lavoratore competenze specifiche di base (sia teoriche che tecniche) e, dalla parte dei genitori, un riconoscimento della sua totale autonomia e responsabilità. Se alla tata si richiede anche una collaborazione domestica (vitto e pulizia) e se lei ha una formazione specifica in materia, il contratto dovrà invece essere di livello D Super. In pratica nel primo caso il minimo salariale – per l’anno 2016 – è riconosciuto in 6,35 euro l’ora mentre, nel secondo caso, la retribuzione sale a 8,06 euro orari. 

Contratto baby sitter: B (e B Super) per bimbi da 3 anni

Se, invece, i bambini sono più grandicelli (e dunque autosufficienti) il livello di inquadramento contrattuale sarà B (o B Super). Nel primo caso la paga per i lavoratori conviventi è fissata a 795,01 euro mensili mentre quella per i non conviventi è 5,68 euro l’ora. Attenzione, però, anche in questo caso se il collaboratore (o la collaboratrice) ha una formazione specifica in materia la sua retribuzione dovrà essere maggiorata: al mese, quindi, dovrà percepire – stando alle ultime tabelle – 851,80 euro mentre la paga oraria dovrà essere di 6,02 euro. Esiste, però, anche il caso dei genitori che necessitano della baby sitter solo in casi eccezionali (e senza continuità): in questo caso il contratto non sarà necessario e si potrà ricorrere semplicemente ai voucher. 

Retribuzione baby sitter: ferie e scatti di anzianità

In generale, comunque - ad eccezione dei voucher -, ogni due anni si dovrà concedere al collaboratore uno scatto di anzianità (con un aumento del 4% sul salario minimo per un massimo di 7 scatti) e ogni anno – indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro (purché la collaborazione avvenga almeno sei giorni a settimana) – la tata avrà diritto a 26 giorni di ferie retribuite. 

Copyright foto: auremar/123rf
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