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Sacco vitellino: cos'è e quando si vede

Il sacco vitellino inizia a formarsi dalla seconda settimana di vita dell’embrione ed è visibile fin dalla quinta poi, però, scompare velocemente: ecco cos’è.


Il sacco vitellino inizia a formarsi fin dalla seconda settimana di gravidanza poi scompare verso la decima quando la placenta lo sostituisce nelle sue funzioni di nutrimento dell'embrione.

 

Primo elemento visibile, il sacco vitellino si forma nel sacco gestazionale fin dall’inizio della gestazione ed è visibile a partire dalla 5a settimana di gravidanza. Indispensabile per il nutrimento dell’embrione nei primissimi tempi è pieno del cosiddetto fluido vitellino dal quale il feto attinge per la sua alimentazione.

 

Quando si vede il sacco vitellino?

Prima del secondo mese di gravidanza, la camera gestazionale ha dimensioni che non superano i 7 mm e, in questo spazio così ridotto, l’embrione non si vede ancora con certezza. Quello che però è facilmente identificabile attraverso l’ecografia è proprio il sacco vitellino che appare come un anello molto sottile (misura poco più di 2 mm) dalla tipica conformazione tondeggiante. Questo prezioso contenitore del nutrimento per il feto nelle prime settimane di vita cresce rapidamente e, man mano che aumenta il suo volume, si sposta verso l’estremità dell’amnios, la sacca membranosa che inizialmente è a contatto con l’embrione e lo circonda proteggendolo, ma poi si espande all’aumentare della quantità di liquido amniotico. Una volta terminata la sua vitale funzione iniziale, il sacco vitellino scompare verso la 10a settimana di gravidanza quando la placenta lo sostituisce nel compito di nutrire l’embrione.

 

A cosa serve il sacco vitellino?

Il sacco vitellino assomiglia a una vescicola ed è caratterizzato da una tipica forma a pera che, a un’estremità, comunica con il canale digestivo. Complicatissimo nella sua estrema utilità, poi, questo sacchetto di nutrimento contiene al suo interno anche un abbozzo di sistema circolatorio che serve a portare il sangue verso le pareti del sacco per poi riportarlo verso il tubo cardiaco dell’embrione. Proprio questa circolazione sanguigna è quella che permette al futuro bambino di assumere le sostanze nutritive indispensabili alla sua crescita perché queste gli arrivano già pre-assorbite e dunque immediatamente utilizzabili nel sostentamento.  


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