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Amniocentesi: come avviene e perché farla

L’esame diagnostico che permette di individuare le anomalie del feto è consigliato alle gestanti che hanno superato i 35 anni d’età e a coloro che sospettano malattie ereditate. Come funziona l'amniocentesi? Quando farla e perché?


Amniocentesi: l'esame diagnostico consigliato alle over 35 è ormai considerato a basso rischio, ecco come funziona.

 

Amniocentesi: l’esame diagnostico permette di individuare tutte le anomalie fetali, dai problemi cromosomici – che possono portare alla sindrome di Down – fino alle malattie metaboliche e alle anomalie legate allo sviluppo - una tra tutte la spina bifida -, è consigliata alle gestanti che abbiano superato i 35 anni d’età ma non solo a loro. Ecco chi dovrebbe sottoporsi a questo esame e come funziona.

 

A chi è consigliata

L’amniocentesi è consigliata, com’è noto, alle gestanti con più di 35 anni perché da questa età in poi possono aumentare le anomalie cromosomiche del feto. Ma non solo. Dovrebbero sottoporsi a questo esame diagnostico anche tutte coloro che sospettano malattie ereditarie e le future mamme che hanno, nel loro albero genealogico, qualche caso di sindrome di Down. Oltre a queste, poi, dovrebbero sottoporsi all’esame tutte coloro che – nel corso delle ecografie – rivelano possibili anomalie del feto e tutte quelle che, durante l’attesa, sono esposte a radiazioni.

 

Quando farla

L’esame diagnostico si fa – generalmente – tra la 16esima e la 18esima settimana di gravidanza ma esistono casi di amniocentesi tardiva che viene eseguita, cioè, dopo la 20esima settimana e che, in generale, viene consigliata quando dopo le prime ecografie si sospettano malformazioni e nel caso in cui venga rilevata una sofferenza fetale.

 

Come funziona

L’amniocentesi consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico e l’esame dura – generalmente – meno di 30 minuti anche se le future mamme che vi si sottopongono dovrebbero comunque restare a riposo per almeno un paio di giorni dopo il prelievo. Malgrado quello che generalmente si crede, l'esame è relativamente sicuro e oggi presenta un basso rischio di effetti indesiderati.


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