Perdite da impianto: cosa sono?

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Le perdite da impianto possono verificarsi quando l’embrione si impianta, appunto, nella parete uterina: ecco come riconoscerle (e cosa fare).

 

Perdite da impianto: cosa sono e come si manifestano?


Perdite da impianto: cosa sono? Capaci di spaventare le future mamme, che temono minacce d’aborto o l’inizio di un indesiderato ciclo mestruale, queste perdite sono in realtà normalissime nei primi periodi di gravidanza e avvengono, generalmente, in concomitanza all’impianto del feto nella parete uterina. Tali perdite, oltretutto, possono essere “lette”: se sono di colore marroncino, infatti, generalmente indicano che l’annidamento è avvenuto già da qualche giorno mentre, se sono di colore rosa acceso, dimostrano che la nidazione è più recente. Ma non solo: ecco cosa c’è da sapere.

 

Perché si verificano?

Le cause che portano alle perdite da impianto non sono del tutto chiare anche se gli specialisti, per la maggior parte, tendono ad attribuirle alla rottura di alcuni piccoli vasi sanguigni dell’utero. Proprio qui, infatti, l’embrione arriva quando termina il suo viaggio attraverso la tuba (dove è avvenuta la fecondazione) ed è in questo spazio che costruisce il suo “nido” dove si svilupperà per le successive settimane di gravidanza.

 

In cosa consistono?

Le perdite da impianto consistono in piccole perdite che possono essere di color marroncino oppure più chiare, cioè di un rosso tendente al rosa. Non troppo abbondanti, queste perdite sono asintomatiche cioè non comportano dolori o fastidi e sono di breve durata. La loro consistenza varia da donna a donna e può essere più acquosa o, al contrario, abbastanza densa.

 

Cosa fare?

Quando si verificano le perdite da impianto non è il caso di agitarsi perché si tratta di qualcosa di assolutamente normale che addirittura può essere letto in maniera positiva, come la testimonianza dell’avvenuta nidazione del feto che è riuscito a “compiere” il suo viaggio attraverso le tube e si prepara ai successivi mesi di gestazione.

 

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