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Masturbarsi fa male: l’origine delle leggende metropolitane

Masturbarsi fa male: per secoli l'autoerotismo è stato condannato dai medici che lo hanno considerato l'origine di tutti i mali. Ecco dove e quando sono nate le leggende metropolitane.    

Masturbarsi fa male: il primo trattato che demonizza l'autoerotismo è del 1712 e chiama in causa l'Onanismo.


Masturbarsi fa male. L’affermazione che oggi fa sorridere (perché masturbarsi fa bene), per secoli ha perseguitato uomini e donne divisi tra istinto e morale. Perché se come mostrano le pitture rupestri gli esseri umani si masturbano dai tempi della preistoria, se lo facevano (serenamente) anche i Sumeri, gli Antichi Egizi, gli antichi Greci, gli antichi romani (ma con la mano sinistra) e perfino le bambinaie, che ancora nel XVII secolo incoraggiavano la pratica per convincere i ragazzini ad andare a letto e dormire sonni tranquilli, con la scoperta del nuovo mondo e l’avvento del puritanesimo, qualcosa cambiò per sempre, candidando la masturbazione al peggiore dei mali. Una sorta di attentato alla società, come se l’atto precludesse alla riproduzione, al punto che pur di disincentivarlo, gli hanno attribuito tutte le conseguenze possibili e immaginabili.  

Fa male masturbarsi? Si rischia la morte!

Per la prima volta succede alla fine del 1600, nella colonia di New Haven, in Connecticut: i masturbatori rischiavano la pena di morte al pari dei bestemmiatori e degli omosessuali. Ma è l’opuscolo Onania: ovvero l'odioso peccato dell'autopolluzione e tutte le spaventose conseguenze per entrambi i sessi, che invade Londra nel 1712 a gettare le basi dei falsi miti che oggi si sono trasformati in leggende metropolitane. Pubblicato in forma anonima (ma attribuito al chirurgo John Marten, che si sarebbe  ispirato alle opere del teologo olandese Balthasar Bekker) sostiene che masturbarsi fa male. Provoca "disturbi dello stomaco e della digestione, perdita di appetito o fame vorace, vomito, nausea, indebolimento degli organi della respirazione, tosse, raucedine, paralisi, indebolimento dell'organo della generazione al punto da condurre all'impotenza, mancanza di libido, mal di schiena, disturbi dell'occhio e dell'orecchio, diminuzione totale dei poteri del corpo, pallore, magrezza, brufoli sul viso, declino dei poteri intellettuali, perdita di memoria, attacchi di rabbia, follia, idiozia, epilessia, febbre e, infine, suicidio".

La masturbazione: il peggiore dei peccati

Qualche anno dopo il medico inglese Robert James, nel suo A Medicinal Dictionary, rincara la dose: la masturbazione è "produttrice dei disturbi più deplorevoli e generalmente incurabili”. E ancora: "non vi è forse altro peccato produttivo causa di tante orribili conseguenze". Tesi sposata in pieno dal medico svizzero Samuel-Auguste Tissot che nel 1760 pubblica L'Onanisme: ebbene, se lo sperma è un "olio essenziale" e di stimolo, sprecarlo durante la masturbazione causa una "percettibile riduzione delle forze, della memoria e anche della stessa ragione; causando così visione offuscata, disturbi nervosi, gotta e reumatismi, indebolimento degli organi della generazione, sangue nelle urine (ematuria), disturbi dell'appetito e mal di testa."

Autoerotismo fa bene? Il risultato è la morte o la follia

Un secolo dopo dice la sua anche Ellen Gould White, religiosa predicatrice e profetessa avventista che, nel suo A Solemn Appeal (Un solenne appello) pubblicato nel 1870, scrive: "Se la pratica continua per molto dopo i 15 anni di età, la natura protesterà contro gli abusi che ha subito e farà pagare una pena severa per la trasgressione delle sue leggi, causando numerosi dolori e varie malattie al fegato e ai polmoni, nevralgie e reumatismi, debolezza alla colonna vertebrale, malattie ai reni e tumori cancerosi…Il risultato è la morte". Alle donne va ancora peggio: "Le femmine possiedono meno forza vitale rispetto all'altro sesso. Il risultato di un auto-abuso in esse si rivela in varie malattie, come catarro, idropisia, mal di testa, perdita di memoria e della vista, grande debolezza nella schiena e nei fianchi, affezioni della colonna vertebrale, e spesso, verso l'interno un decadimento della testa… La mente è spesso del tutto rovinata e sopravviene la follia"

Effetti della masturbazione: come proteggersi

Perfino il dottor John Harvey Kellogg (l’inventore dei Corn flakes) che nella vita gestiva un manicomio con metodologia olistico alternativa è un accanito sostenitore del fatto che masturbarsi fa male e, in merito, non va per il sottile: "né la peste, né la guerra, né il vaiolo, né malattie simili, hanno prodotto risultati così disastrosi per l'umanità come l'abitudine perniciosa all'onanismo…Le vittime muoiono letteralmente di propria mano". Tra le conseguenze del "vizio solitario" Kellogg annovera il cancro dell'utero, malattie urinarie, emissioni notturne, l'impotenza, l'epilessia, la pazzia e una generale debilitazione fisica e mentale. Pertanto, suggeriva, è necessario dominare l’istinto fasciandosi le mani, in caso legandole, proteggendo i genitali con gabbie brevettate, in casi estremi perfino somministrare scosse elettriche e circoncisioni senza anestesia. 

Masturbarsi fa bene o male? Bene

La solfa cambia negli Anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso quando il sessuologo Alfred Kinsey nel suo Rapporto Kinsey qualifica la masturbazione come un comportamento istintivo del tutto naturale sia per i maschi che per le femmine. La rivoluzione sessuale degli Anni Sessanta e Settanta fa il resto ed è solo nel 1980, quando Michel Foucault sostiene che il tabù della masturbazione è stato "uno stupro perpetrato dai genitori nei confronti dell'attività sessuale dei loro figli" che le coscienze si svegliano. Insomma, masturbarsi (non) fa male. Anzi. Parola di scienza.

Copyright foto: Fotolia

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