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Candida: cos'è e come si cura

Da cosa è causata, come si riconosce e come si cura la candida? Ce lo spiega il dottor Filippo Murina.

Candida, un problema diffuso tra le più giovani, in particolare tra le donne in età fertile.


Candida, o candidosi: un disturbo che riguarda molte ragazze e donne. Tra miti e leggende, è importante fare un po' di chiarezza, cercando di capire quali sono i sintomi, le cause e le terapie per contrastare il problema. Ce ne parla il nostro esperto, il dottor Filippo Murina, responsabile del servizio di patologia vulvare dell'Ospedale Buzzi di Milano.

Cos'è la candidosi?

La candidosi vulvo-vaginale, un'infezione dovuta ad un fungo sovente normale nell'abitante vaginale, è una delle affezioni più comuni per le donne di ogni età. Il 70-75% circa delle donne, in particolare in età fertile, sperimenta almeno una volta nella propria vita un’infezione vulvo-vaginale da candida. Mentre il 40-50 % di queste va incontro ad una recidiva. Inoltre, Il 15-20% circa delle infezioni acute evolve in una forma di vulvo-vaginite da candida ricorrente, caratterizzata da quattro o più episodi in un anno.

Quali sono i sintomi della candida?

Il prurito intimo è il sintomo tipico, sovente a rapida insorgenza, particolarmente intenso con arrossamento e gonfiore dei genitali esterni. Si possono associare bruciore e dolore durante i rapporti sessuali, come pure un bruciore  postminzionale legato al bruciore generato dal passaggio delle urine sui tessuti vulvari infiammati. Le secrezioni vaginali possono essere dense con un caratteristico aspetto di tipo caseoso (“ricottose”).

Quali sono invece le cause?

La Candida albicans, il fungo più di frequente implicato nelle infezioni vulvo-vaginali, è un microrganismo con una straordinaria capacità di adattamento e con duplice vita: sia come normale abitante vaginale (in gergo medico, commensale) che come causa d’infezione (patogeno opportunista). La vulvo-vaginite da candida è legata sia ad un eccesso di crescita del fungo, sia ad un incremento della sua aggressività. Questo avviene in alcune condizioni predisponenti, come il diabete mellito, la gravidanza, l’assunzione di antibiotici o condizioni di immunodepressione congenita o acquisita. Ma spesso non è presente un chiaro fattore predisponente. La risalita del germe dall’intestino pare essere elemento importante, mentre la trasmissione sessuale non è considerata causa rilevante dell’infezione.

Quali sono i rimedi?

L’uso di farmaci antimicotici, definiti azoli, sono i presidi di prima scelta nella terapia dell’infezione. Questi possono essere usati per via vaginale (creme o ovuli) o per via orale. Si è evidenziata una simile efficacia dei preparati orali, rispetto a quelli topici, nel trattamento delle vulvovaginiti candidosiche acute. In genere è sufficiente una terapia della durata di 3-5 giorni. L’uso di lattobacilli, cioè i germi “buoni" che abitano normalmente la vagina creando una barriera protettiva, possono essere utili nel prevenire le recidive.

Come si fa prevenzione?

L’uso di indumenti in cotone come pure adottare una corretta igiene intima con prodotti testati, è utile nella difesa dalla infezioni vulvo-vaginali da candida. Pare, inoltre, che la riduzione di zuccheri complessi nella dieta contribuisca a ridurre le recidive dell’infezione.

E se torna?

Le frequenti recidive sono correlate ad una sorta di reazione allergica al fungo in soggetti predisposti, dove una piccola quota di candida è in grado di creare prurito a cadenza ciclica. In questi casi è necessario protrarre una terapia di prevenzione anche per lunghi periodi di tempo.

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