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Liquidi sigaretta elettronica: sono pericolosi?

I liquidi nella sigaretta elettronica possono essere pericolosi e causare malattie, se importati dall'estero. A dirlo, uno studio di Harvard. Ma altri esperti contestano i risultati.

Attenzione a riempire le sigarette elettroniche con liquidi extra europei: possono fare male alla salute.


Comprare i liquidi della sigaretta elettronica non sembrava una scelta rischiosa, anzi. Sono in molti ad aver scelto la e-sigaretta per contrastare o ridurre il vizio del fumo, e la ricarica periodica di liquidi è fondamentale. Diversi sapori e aromi, con diverse gradazioni di nicotina o del tutto prive. Ma il rischio può arrivare dai liquidi, spiega uno studio recente. Anche se, proprio dall'Italia, esperti di rilevanza internazionale mettono in dubbio questi risultati.

Andando con ordine, bisogna prima di tutto ricordare che l'uso delle sigarette elettroniche è un tema molto dibattuto, da sempre, con scienziati che dichiarano la loro pericolosità e altri esperti che invece considerano i rischi minimi, specie se considerati i benefici di allontanare un fumatore da un vizio potenzialmente cancerogeno. Parte fondamentale della e-cig, come sono chiamate, è il liquido, un mix di glicole propilenico e glicerina vegetale, che viene scaldato, producendo un sapore caratteristico ma senza catrame e monossido di carbonio, i due grandi pericoli delle sigarette classiche.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista rivista Environmental Health Perspectives dalla autorevole università di Harvard, il 75% delle sigarette elettroniche, in particolare quelle aromatizzate, potrebbe contenere una sostanza legata a una malattia dei polmoni, la bronchiolite ostruttiva. Sostanza che, stando a quanto dichiara l'associazione nazionale dei produttori, l'ANAFE-Confindustria, riguarderebbe però i liquidi per sigarette elettroniche prodotti fuori dall'Italia e dall'Unione Europea. E l'autore (italiano) di uno dei principali studi sul tema, mette in dubbio i risultati di Harvard.

Ma prima di tutto i fatti: gli scienziati di Harvard hanno selezionato per il loro lavoro 51 tipi di sigarette o di liquidi riempitivi, tra quelli più usati tra i più giovani, che sono testati in laboratorio, messi in una camera stagna e collegati a un dispositivo che aspirava aria per 8 secondi. Successivamente sono stati analizzati i prodotti della combustione, rivelando ai ricercatori che 39 campioni su 51 contenevano diacetile, una sostanza tossica che viene associata ad una malattia polmonare, come già detto, la bronchiolite ostruttiva. "Molte delle preoccupazioni riguardo alle sigarette elettroniche sono sulla nicotina, ma c'è ancora molto che non sappiamo su questi dispositivi", ha dichiarato sottolinea David Christiani, uno degli autori.

In Italia la replica arriva da ANAFE-Confindustria, che ha dichiarato all'agenzia Ansa: "I liquidi prodotti nel continente sono sottoposti a controlli ed analisi stringenti, ed in particolare quelli italiani non solo rispettano tutte le norme, ma presentano valori sul contenuto enormemente inferiori alle soglie massime previste dalle regole UE in vigore''.

Anche Il prof. Riccardo Polosa, responsabile scientifico della Lega Italiana Anti Fumo e autore di un importante studio sul tema della sigaretta elettronica, ha tranquillizzato i consumatori, precisando come in realtà i dati andrebbero letti: "Gli autori di questo studio hanno affermato che: 'è stato quantificato Diacetile oltre la soglia minima di rilevazione analitica in 39 aromi sui 51 testati, con un valore massimo di 239 mg per sigaretta elettronica'. Quello che non hanno scritto (che invece avrebbero dovuto affermare) è che: 'la quantità di Diacetile riscontrata è in media di 30 mcg per sigaretta elettronica (cioè un livello pari a circa 20 volte inferiore a quello riscontrato in una sola sigaretta convenzionale) e solamente uno dei 51 prodotti oggetto dell’inchiesta aveva livelli molto elevati di diacetile, pari a 239 μg". In dubbio anche la correlazione con la bronchiolite, stando all'esperto italiano: "L’associazione con la bronchiolite è stata dimostrata solo per il Diacetile e che il riferimento al 2,3 pentanedione e acetoina (sebbene chimicamente interessante) è clinicamente irrilevante".

Insomma, sul tema sigaretta elettronica e salute, siamo lontani dalla parola fine.

 

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