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Stress in gravidanza: che conseguenze su mamma e bebè?

Nei nove mesi di gravidanza le cose da fare si moltiplicano ma gli studi scientifici suggeriscono di mantenere la calma e di accantonare l’ansia perché lo stress nuoce sia alla futura mamma che al suo bambino.


Lo stress in gravidanza aumenta i livelli del cortisolo, un ormone che potrebbe essere deleterio per il buon funzionamento placentare.

 

Durante la gravidanza le cose da fare sono tante, così come le incombenze da risolvere e il tempo per far tutto è sempre poco: che stress! Il male del nostro tempo colpisce tutti e tutte facendo crescere la sensazione di ansia davanti all’infinito elenco delle cose da fare ogni giorno. Cosa fare, però, se al normale tran-tran già di per sé complicato da affrontare si somma la “to do list” della dolce attesa? 

In primo luogo – dicono gli esperti – bisogna fare molta attenzione perché, studi alla mano, lo stress durante i 9 mesi di gravidanza oltre a snervare la futura mamma può far male anche al feto. L’evidenza scientifica più importante è quella legata all’aumento del cortisolo che è un ormone prodotto dal corpo per far fronte allo stress e che, secondo una ricerca condotta su un campione di future mamme in Guatemala, era molto più alto nelle urine delle donne che avevano subito un aborto spontaneo

Da qui a dire che proprio l’ormone possa esserne stato la causa, però, il passo è lungo e la scienza non ha un parere univoco. L’unica certezza, per ora, è che proprio il cortisolo può provocare della alterazioni alle funzionalità della placenta riducendo gli scambi di nutrimento e ossigeno tra la donna e il feto e portando quindi il bambino ad avere un peso inferiore al momento della nascita. Altri studi ancora vedono invece lo stress materno collegato piuttosto con un abbassamento delle difese immunitarie della mamma prima e del bambino poi portando quest’ultimo, nei primi anni di vita, ad una maggiore possibilità di infezioni. 

Attenzione, però, a non generalizzare perché – dicono gli esperti – se è difficile misurare in termini clinici il livello di stress di un adulto, è quasi impossibile quantificarlo su un bambino appena nato. Al di là di tutto, comunque, il consiglio alle future mamme è sempre quello di cercare di vivere la gravidanza nel modo più rilassato possibile perché è proprio nei nove mesi di attesa che si stabilisce il primo, importantissimo, contatto con il bebè. Come fare dunque? Parlare, parlare e ancora parlare tentando di liberarsi delle ansie e non temendo di chiedere aiuto quando queste paiono insuperabili. Per vivere davvero una “dolce attesa”. 

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