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Rettorragia: cause, sintomi e terapia

La rettorragia è un’emorragia infiammatoria dell’intestino, che può sopraggiungere a tutte le età. In modo particolare il picco di incidenza lo si ritrova tra i 20 e i 29 anni e per molti risulta avere ripercussioni sociali e professionali invalidanti.


Definizione

La rettorragia, chiamata anche con il nome proctorragia, è un’emorragia d’origine digestiva, che comporta l’evacuazione del sangue dall’ano. Se durante l’emorragia il sangue assume un colore nerastro, trattati di sangue digerito, si parla di melena; mentre se il sangue vivo dall’ano, non digerito trattasi di rettorragia. In questi casi è bene distinguere se il sangue è misto alle feci o separato.

Cause

In linea generale, quando si trovano feci con sangue, la causa tende ad essere a favore di una malattia del colon; mentre se si riesce a distinguere il sangue dalle feci, l’origine tende ad essere esterna, molto spesso trattasi di emorroidi. In taluni casi è bene consultare il medico.

Sintomi

La rettorragia si manifesta con l’esteriorizzazione del sangue rosso vivo dall’ano, direttamente riferito dal paziente al medico, e meno frequente oggettivato dallo stesso, eccetto per i pazienti ospedalizzati.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull'interrogatorio del paziente, il quale esprime la scoperta di sangue rosso che fuoriesce dall’ano. Un esame del margine anale ricerca la presenza di emorroidi estere o interne esteriorizzate. In assenza di cause accertate una palpazione rettale è spesso effettuata per ricercare sangue sul guanto. Altri esami complementari sono effettuati per definire una diagnosi esatta, come anoscopia, alla ricerca di emorroidi interne o lesioni del retto. Una rettoscopia consente anche di visualizzare lo stato delle pareti del retto, ed spesso effettuata in accoppiamento con una colonscopia.

Terapia

La terapia mirata alla cura della rettorragia dipende dalla gravità del fenomeno in sé. Se la rettorragia è importante, l’ospedalizzazione è indispensabile a causa di rischi di deglobulizzazione e shock emorragico. Se il trattamento è dato da un farmaco come aspirina o anticoagulante, bisognerà smettere l’assunzione nell’immediato. La terapia mirata alla causa che provoca il sanguinamento ne permette la sua cura completa. Un intervento chirurgico viene invece consigliato per alcune patologie come tumore cancerogeno, malattie infiammatorie croniche (malattia di Crohn e retticolite emorragica), alcuni tipi di colite ischemica, secondaria all'interruzione della vascolarizzazione della parete intestinale.
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